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Pisa

Il Pisa porta la classe operaia vicina alle porte del paradiso

David Biuzzi
Il Pisa porta la classe operaia vicina alle porte del paradiso

Una grande prova corale nella partitissima contro il Lecce: lo scontro al vertice lo risolve un missile terra-aria di Sibilli

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David Biuzzi

PISA. La classe operaia va in paradiso. O, almeno, ci sta provando e sembra se non altro aver imboccato la strada giusta. No, non stiamo parlando del (bellissimo) film firmato da Elio Petri nel 1971, ma di quello che sta combinando il Pisa. Che altri tre passi importanti, verso il traguardo dei traguardi, li compie mandando il tappeto il Lecce, un’altra annunciata big che deve inchinarsi alla D’Angelo-band, allungando serie utile e (anche) vantaggio in una classifica da favola.

E, non caso, si parla di classe operaia. Perché il Pisa, questo Pisa, è principalmente una squadra proletaria. Doe tutti fanno tutti, dove tutti si battono e si sbattono, dove tutti si aiutano. E chiunque, in questi circolo magico, può diventare protagonista. Essenzialmente la partitissima con il Lecce ne elegge due. Il primo è Giuseppe Sibilli, uno che il “pane duro” dei campi di categoria inferiori lo ha assaggiato e mangiato, che ci mette la firma con il missile terra-aria che trafigge Gabriel a tutta la truppa salentina; il secondo Alessandro Livieri, professione portiere. Che si trova gettato nella mischia più o meno all’ultimo per l’infortunio di Nicolas (il brasiliano prova a esserci fino a riscaldamento intoltrato...) e bagna il doppio debutto (in Serie B e con la maglia del Pisa) a 24 anni (saranno 25 il prossimo 21 gennaio) abbassando la saracinesca e “gestendo” la partita con la sicurezza a cui la saracinesca brasiliana ha abituato tutto e tutti.

Ecco, alla fine potrebbe essere proprio questo il segreto del Pisa delle meraviglie: lo spirito. L’unità di intenti che rende un buon gruppo (dove le stelle non mancano, sia chiaro: valga per tutti Leverbe, che in questa categoria è un autentico “professore” della difesa) un’armata dura come l’acciaio. Che sa giocare e sa soffrire, che sa quello che vuole e, soprattutto, come arrivarci. Come succede con il Lecce. Che si presenta senza il bomber Coda, è vero, ma i nerazzurri iniziano senza il portiere e con Lucca seduto in panchina. D’Angelo, probabilmente il principale artefice di quello che abbiamo detto finora, sceglie allora quello che sulla carta sembra un 4-3-2-1, ma in campo diventa un 4-2-3-1. Sottigliezze tattiche. Che incidono, certo, ma non quanto l’animus pugnandi (la volontà di combattere) che accompagna una squadra dove Gucher e Mastinu appoggiano Masucci. Nei salentini, invece, davanti c’è Olivieri e la formazione di Baroni forse inizia persino meglio la gara. O, almeno, prova a fare la partita, tiene palla. Il Pisa, però, non cede di un millimetro, neanche barcolla. Anzi, ribatte colpo su colpo. Al 17’ potrebbe anche esserci la prima svolta del match, ma Orsato “grazia” Hjulmand con il solo cartellino giallo per un’entrataccia su Marin. Si prosegue undici contro undici e la gara non è bella ma dannatamente intensa. La sensazione, all’intervallo, è che possa succedere qualsiasi cosa.

E, come spesso accade, succede che chi la vuole di più, la partita, alla fine se la prende. Così i nerazzurri (che al 7’ reclamano un rigore per fallo di Gandrey su Barutto, però partito in millimetrico offisde) se la prendono al 13’ quando Sibilli (in campo dal 21’ del primo tempo per le noie muscolari di Mastinu) s’avventa su una corta respinta della difesa ospite e firma il gol-partita con un terrificante destro dal limite dell’area di rigore. L’Arena (che ribolliva già dal 30’, quando la Nord aveva iniziato a tifare dopo la protesta per le restrizioni introdotte dal nuovo super Green pass) esplode. Il resto, poi, non è noia. Il Lecce, infatti, spinge, ma difesa di ferro e Livieri sono insuperabili. Ancora Sibilli e Marsura sfiorano il bis e, al triplice fischio, la gioia deborda. Tutti a festeggiare con la classe operaia che va in paradiso. Anzi, che come canta Bob Dylan, sta bussando alle porte del paradiso...

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