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La trasformazione del Pisa: ora ha una difesa di ferro

Andrea Chiavacci
Il saluto D’Angelo-Inzaghi prima del match
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Il saluto D’Angelo-Inzaghi prima del match

Dalle 27 reti incassate nelle prime 14 gare dello scorso anno alle 11 attualmente al passivo. E la classifica dice +10 

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PISA. Dopo oltre due mesi il Pisa riscopre come è bello vincere in trasferta e oltre al primato in classifica trova la consapevolezza di essere una squadra davvero forte.

Personalità, carattere, gioco, occasioni. Il Brescia, nonostante un maggior possesso palla, è stato messo sotto in lungo e in largo e va ad aggiungersi allo scalpo di altre big (o presunte tali) come Spal, Monza, Reggina e Benevento. Tutte battute di misura o, se preferite, di “corto muso”. Altro sintomo di maturità e di grande solidità difensiva visto che in queste cinque vittorie il Pisa ha subito solo un gol dal Monza. Dopo 14 giornate non può essere un caso guidare la classifica con un grande equilibrio tra difesa, centrocampo e attacco. E non è un caso avere un saldo incredibilmente favorevole rispetto alle prime 14 partite della stagione precedente.

Il Pisa oggi guida la B con 28 punti, mentre l'anno scorso iniziava a risalire dopo l'inizio disastroso e con il pareggio 2-2 con il Chievo, quello della doppia rimonta e del caso Marconi-Obi, si portava a 18 punti. Al decimo posto a pari merito proprio con il Brescia. Il dato che impressiona di più è quello dei gol subiti. Un anno fa le reti incassate da Perilli erano state già 27, seconda peggior difesa in quel momento, quelle prese da Nicolas appena 11 che fanno del Pisa la miglior difesa del campionato. La nuova difesa, al quinto clean sheet stagionale, ha dato soprattutto grandi dimostrazioni di forza come quella di sabato scorso.

Guidata da un Leverbe a tratti straordinario e da un Caracciolo che conferma una continuità di rendimento e resta, assieme a Birindelli, un punto di contatto tra il passato e il presente della difesa a quattro di D'Angelo. Tanto è vero che solo in due occasioni, nelle uniche sconfitte subite a Crotone e Cittadella, la squadra ha subito due reti nell'arco di una partita. Sabato Nicolas non si è sporcato neppure i guanti contro l'ex capolista. Merito della difesa e del modo di difendere compatto di tutta la squadra che è, finora, di gran lunga la più brava in fase di non possesso. Con il Perugia mancherà Caracciolo ma ci sarà Hermannsson che giocherà nel suo ruolo naturale, ovvero quello di centrale in una difesa a quattro. In quella posizione lo avevamo visto solo a Cagliari in Coppa Italia. L'infortunio di Berra e inizialmente quello di Beruatto avevano aperto all'islandese la possibilità di fare il terzino destro e l'esplosione della coppia Leverbe-Caracciolo lo ha chiuso in quel ruolo. Senza compiti di spinta ha infatti giocato una delle sue migliori partite nella difesa a tre di partenza con il Benevento.

Se il centrocampo ritrova con gli umbri la potenza di Touré è andato forte anche con Mastinu, tra i migliori a Brescia, e il ritorno di Nagy come play basso che ha dato ancora più libertà d'azione a Marin. Per chiudere il confronto con la passata stagione va detto che alla quattordicesima giornata aveva realizzato 21 gol, gli stessi di quest'anno. E con dinamiche simili. Lucca realizza un gol più di Marconi a parità di giornate, 6 a 5, ma la squadra continua a segnare in modo collettivo: 11 giocatori diversi lo scorso anno, 9 questo più due autogol, ed è rimasta a secco solo a Cittadella, quando ha chiuso in otto uomini.

La rivoluzione estiva condotta dai direttori Giovanni Corrado e Claudio Chiellini, insomma, non è solo stata necessaria ma fin qui anche e soprattutto produttiva. Senza dimenticare che il Pisa ha trovato anche un terzino sinistro che sa spingere e difendere come Beruatto. Unico giocatore in prestito di tutta la rosa (ma con diritto di riscatto a favore). E che domani duellerà a distanza con il grande ex Lisi. Uno che comunque ha lasciato bellissimi ricordi all'ombra della Torre pendente.

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