Gioco
I numeri dicono molto: nerazzurri solo noni per numero di tiri in porta
PISA. Concludere nello specchio della porta è il presupposto minimo per sperare di poter segnare. Il Pisa a Cittadella per la prima volta in 12 giornate non ha realizzato neanche un gol, ma già nelle precedenti uscite aveva mostrato un sostanziale calo nella produzione offensiva. Sembrano lontane, anche se risalgono a due mesi fa, le 4 reti segnate a Terni e le 3 siglate a Vicenza.
Secondo le statistiche raccolte dal sito internet Fbref. com, la squadra rossocrociata, che fino al match in terra veneta dominava in solitudine la graduatoria, condivide con il Benevento (prossima avversaria all’Arena) la nona posizione per numero di tiri rivolti in direzione dell’area delimitata dai pali. Se valesse questa statistica invece dei punti, lo Sporting Club non sarebbe neppure in zona playoff. Lorenzo Lucca, dopo i fasti e i gol (6) delle prime 7 partite, ora è, insieme ad Enrico Baldini del Cittadella (autore del secondo centro ai nerazzurri), il decimo tiratore della categoria, con 12 conclusioni nella direzione giusta escluso il rigore trasformato ai danni della Reggina, anche se è, in buona compagnia, il terzo bomber cadetto dietro al leccese Coda (8 centri) e all’ascolano Dionisi (7).
Per trovare un altro nerazzurro nella classifica delle buone conclusioni bisogna scendere al trentanovesimo posto, occupato da Giuseppe Sibilli insieme a 8 calciatori, tutti accreditati di 6 tiri nello specchio. Ancora più in basso, a 5, Tourè e Marsura. Solo 4 per Gucher, le stesse collezionate dallo stopper Caracciolo e da De Vitis. A Cittadella il primo tentativo di Marin. Tra i centrocampisti ancora a secco l’ungherese Nagy, autore soltanto di un tentativo fuori. Troppo poco.
Percentuali di realizzazione del 100% per Masucci e Cohen (un tiro in porta e un gol) e del 50% per Birindelli, Beruatto e Mastinu. Quest’ultimo però ha calciato anche 8 volte fuori bersaglio, alla vana ricerca del sette invece di impegnare i portieri rivali. Altrettanti i tentativi di Gucher svaniti sul fondo. Sei quelli di Cohen, giocando poco. Tredici per Sibilli e quindici per Lucca. La mira è assolutamente da raddrizzare per poter puntare in alto.
Si potrebbe immaginare che a fare la differenza in favore dei nerazzurri attuali rispetto al recente passato sia, all’opposto, il fatto di subire meno tiri e quindi meno reti. E invece non è vero: alla fine della scorsa stagione, pur avendo la terza difesa più perforata della B, il Pisa era settimo per numero di tiri in porta concessi (in ordine crescente) a quota 156 (in media poco più di 4 ad incontro) assieme alla promossa Salernitana, mentre ora è nono insieme ad altre 3 formazioni (Benevento, Brescia e Spal) a 47 (in media poco meno di 4 a gara). Quindi l’organizzazione della fase difensiva nella chiusura degli spazi era già buona un anno fa. Ciò che ha permesso al Pisa odierno di prendere il volo sembra essere la quota di tiri in porta sventati: 80.9% nel torneo in corso contro il 66.7% registrato alla fine della scorsa stagione. Merito del portiere Nicolas, ma non solo, perché nella statistica sono incluse anche le conclusioni nello specchio respinte dai difensori, da altri calciatori di movimento e, nel caso della trasferta a Cittadella, dai legni.
Massimo Berutto
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