Gioco
«Lucca può crescere in cattiveria e tattica per il suo futuro deve giocare con continuità»
Il momento del giovane attaccante visto da Katia Serra, ex calciatrice e voce della Rai per le partite dell’Under 21
Andrea Chiavacci
PISA. Il primo gol azzurro non si scorda mai. Lorenzo Lucca al terzo tentativo ha fatto centro con uno splendido gol in spaccata alla Svezia. A Katia Serra, ex calciatrice di serie A e una delle voci che racconta la Nazionale Under 21 per la Rai (ma anche quella maggiore nella finale europea di Wembley), abbiamo chiesto di parlarci dell’approccio di Lucca a livello internazionale e delle prospettive anche in chiave Nazionale maggiore.
Katia Serra, come ha visto Lucca ai suoi primi veri approcci internazionali?
«Ho notato un calciatore ovviamente motivato, concentrato. Le sue doti si sono viste solo parzialmente perché è necessario un percorso di integrazione e adattamento a un calcio più fisico, veloce e intenso. Ma di sicuro ha mostrato fiuto per il gol, qualità che si ha indipendentemente dalla difficoltà delle partite».
Una rete di destro, il suo piede preferito, e tanta agilità nonostante il fisico: secondo lei dove può migliorare ancora?
«A vederlo giocare dal vivo mi dà l’impressione che gli manchi ancora malizia e cattiveria agonistica. È sul piano tattico che vedo i maggiori margini di miglioramento. Penso sia normale, considerato la poca esperienza maturata fino ad oggi».
Il ct Nicolato alla vigilia di Italia-Svezia aveva detto che l’Under 21 doveva capire Lucca e viceversa: qualche progresso si è visto?
«Sì, in parte. Ha ricevuto qualche cross in più, ma lui stesso dovrebbe muoversi, in alcune occasioni, prima senza palla per favorire il passaggio».
Ora come andrebbe gestito Lucca? È già pronto per la Nazionale di Mancini?
«Sono scelte di competenza federale. Prematuro valutarlo oggi. Secondo me accumulare esperienza internazionale con l’Under 21 giocando con continuità gli potrebbe giovare per completarsi».
Un attaccante dalla B alla Nazionale maggiore non si è ancora visto nel calcio moderno: potrebbe essere un segnale per i club che hanno poco coraggio con i giovani?
«Il coraggio di far giocare i giovani servirebbe a prescindere da ciò che succederà a Lucca».
In Italia siamo davvero così in difficoltà con il ruolo del centravanti?
«Se penso a tutti i centravanti nati dal 1999 in poi direi che il ruolo è ben ricoperto. E, relativamente ai senatori, i migliori, non giocando nelle prime due/tre squadre del campionato, non sono riusciti ad accumulare la necessaria pressione per diventare ancor più performanti».
Si parla già di mercato, secondo lei Lucca è pronto per una big o è meglio andare avanti per gradi?
«Si migliora giocando con continuità e allenandosi con mezzi e metodi top. Ritengo che sia questo ciò che Lucca deve ricercare per progredire nel suo percorso».
Alla lunga pensa che troppe attenzioni possano distrarre il ragazzo dai suoi obiettivi?
«A vederlo sembra sereno, maturo nella gestione di questa esposizione. Le persone intelligenti trasformano le attenzioni in una risorsa, non in un problema. Per lui sarà importante avere a fianco persone che ogni giorno li facciano vivere una normale quotidianità, per non perdere il senso della realtà».
Con Lucca il Pisa può sognare la serie A?
«I futuri scontri diretti daranno un quadro più chiaro sul valore effettivo della squadra. Certamente avere un bomber che segna con continuità può fare la differenza, ma ritengo che la squadra abbia anche un buon equilibrio e continuità di rendimento. Aspetti da mantenere costanti per arrivare in fondo».
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