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Toni su Lucca: «La Nazionale? Attenti, la serie B non è la A...»

Andrea Chiavacci
Toni su Lucca: «La Nazionale? Attenti, la serie B non è la A...»

Il bomber del Pisa intanto giocherà nell’Under 21 contro la Svezia Stefano Cuoghi: «È davvero molto forte, ma è meglio andare per gradi»

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Andrea Chiavacci

PISA. Forse mai come prima d'ora un giocatore del Pisa è stato uomo copertina del calcio italiano come Lorenzo Lucca. In pochi mesi dalla C all'Under 21 con l'attenzione dei grandi club e della nazionale maggiore di Roberto Mancini. Proprio il centravanti azzurro campione del mondo nel 2006 Luca Toni, esploso come Lucca a Palermo, ha parlato in chiave Nazionale del numero 9 del Pisa, che in Sicilia chiamavano LuccaToni: «Sono contento per lui, sta crescendo. A Palermo aveva fatto bene e a Pisa sta facendo ottime cose, ma bisogna stare attenti perché la B non è la A. Ci sarà spazio per lui ma credo serva rispetto per chi ci ha fatto vincere l'Europeo».

Il ct dell'Under 21 Paolo Nicolato non ha ancora deciso se schiererà Lucca oggi con la Svezia a Monza. «Non è facile giocare una gara internazionale dopo sette partite in B. - ha detto il c.t. azzurro. - Noi dobbiamo capire meglio lui e viceversa. Deve imparare quali sono i ritmi a livelli internazionali. Stiamo cercando di gestirlo, si è allenato a parte negli ultimi due giorni. Non è semplice la seconda gara ravvicinata, diventa complicato per chi deve recuperare. Per lui non è semplice gestire le emozioni. Adesso ha l'attenzione di tutti e magari non se ne rende conto». Per Lucca un po' di affaticamento, ma oggi potrebbe partire di nuovo dall'inizio.

Di Lucca e del Pisa abbiamo parlato anche con Stefano Cuoghi. Uno che conosce i colori nerazzurri come pochi visto che da calciatore ha vinto due campionati di B e una Mitropa Cup indossando anche la fascia di capitano, e poi da allenatore ha riportato la squadra in serie C nel 2010. «Lo conoscevo perché l'ho visto giocare con il Palermo nella passata stagione ma sfido chiunque a dire che questa esplosione non lo sorprenda - esordisce Cuoghi. - È una caratteristica che però appartiene a tanti numeri nove quella di esplodere all'improvviso. Anche allo stesso Luca Toni era accaduto qualcosa di simile».

È già pronto per la Nazionale maggiore?

« I tempi sono cambiati. Zaniolo non aveva ancora debuttato in A e Mancini lo portò in azzurro. Sulla carte è più semplice arrivare in nazionale oggi».

Come si gestisce un talento così giovane?

«Bisogna lasciarlo crescere in pace perché già con il Pisa ha fatto passi avanti importanti. Non lo conosco personalmente ma da come l'ho sentito parlare mi sembra un ragazzo molto serio e concentrato. Sta nella forza mentale del giocatore e di chi gli sta intorno, il procuratore e la famiglia, a farlo resistere a certe pressioni».

Lo cercano anche i grandi club, secondo lei è già pronto per una big?

«Il ragazzo è davvero molto forte ma la B non è la serie A. La squadra poi lo mette in condizione di far bene e gioca in una piazza che sa esaltarti. Ci sono stati attaccanti che hanno fatto tanti gol tra i cadetti e in A non l'hanno mai vista. Intanto il Pisa è stato molto bravo a crederci prima di tutti pagandolo una cifra importante in estate. Più di due milioni per un ragazzo del Palermo non sono pochi».

Quindi meglio andare per gradi?

«Lo stesso Lucca disse di aver scelto Pisa per scalare un gradino alla volta. Ricordatevi che dopo le prime gare qualcuno lo aveva già criticato e con l'Alessandria alla seconda giornata era partito in panchina. Poi una volta entrato ha deciso la partita con una doppietta».

Come giudica il primato dei nerazzurri?

«Il primo posto è strameritato. La società, D'Angelo e tutto lo staff stanno facendo un ottimo lavoro. Sono stati bravi ad aggiungere a quei giocatori rimasti del gruppo storico degli innesti di primo livello a cominciare dalla difesa. Con Nicolas e quel Leverbe che mi piaceva tantissimo già al Chievo. Nagy poi ha portato qualità al centrocampo. Davanti anche Marsura e Sibilli stanno facendo molto bene. Se la squadra è prima il merito è di tutti. Credo però che un giocatore imprescindibile al gioco di questa squadra resta Robert Gucher. Lo cercavano in A ma lui è rimasto È fondamentale per la sua intelligenza tattica e per la qualità».

La squadra può lottare per la promozione?

«Se la può giocare. Partire bene è importante, alcune squadre sono già in condizione di sbagliare il meno possibile. Vedo bene anche il Lecce».

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