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l’ex attaccante 

Baldieri: mi ricorda soprattutto Boksic Cresca un passo per volta e resti umile

A.C.
Baldieri: mi ricorda soprattutto Boksic Cresca un passo per volta e resti umile

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PISA. Un campionato vinto in serie B e una Mitropa Cup tra il 1984 e il 1986. Paolo Baldieri, ex attaccante nerazzurro e oggi titolare del “Dolce e salato” in centro a Lecce, è felicissimo di come stanno andando le cose al Pisa e ci parla un gran bene di Lorenzo Lucca. Secondo Baldieri deve prima imporsi nell’Under 21, dove proprio l’ex nerazzurro fu grande protagonista con Mancini e Vialli a metà anni Ottanta.

Baldieri, si aspettava una partenza così forte da parte del Pisa?

«Forse non se l’attendeva neppure l’allenatore. Ma queste vittorie non sono casuali. Le squadre di D’Angelo di solito vanno meglio nel girone di ritorno e se tanto mi dà tanto ci sarà da divertirsi. Non fatemi dire altro».

Cosa le sta piacendo di più?

«Questa squadra sa tenere il campo, ha personalità e subisce pochi gol. Gioca davvero bene. Nelle pagine dei tifosi in estate leggevo un po’ di perplessità soprattutto dopo le partenze di Marconi e Lisi. Invece è stata una bella sorpresa vedere che in poco tempo D’Angelo ha saputo mettere insieme un gruppo con tanti giocatori nuovi di qualità e quantità. E poi i giovani: Birindelli sta facendo giocate importanti, Beruatto è un treno sulla fascia sinistra».

Tanti giocatori convocati nelle Nazionali: che segnale è per il Pisa?

«Un segnale che i giocatori stranieri non stati presi così tanto per fare, ma perché sono davvero forti. Nagy mi ha impressionato per i tempi giusti con cui detta l’azione. Marin, che stavolta non è stato convocato, è migliorato tantissimo».

Lucca è già pronto per la convocazione nella Nazionale maggiore del suo amico Roberto Mancini?

«No, ancora non è pronto. Deve fare la sua esperienza nell’Under 21. Sta crescendo molto in fretta. L’esperienza internazionale se non la fai in modo graduale rischi di bruciarti. Sono convinto che Mancini lo chiamerà perché il ragazzo è davvero forte. Non so come ha fatto a prenderlo il Pisa, che è stato bravo nell’anticipare tutti, ma mi chiedo come abbiano fatto i club di serie A a farselo scappare».

Cosa la impressiona di più di Lucca?

«Vedere un ragazzo di oltre due metri così agile e forte tecnicamente è davvero raro. Ha un potenziale fisico enorme che può esplodere da un momento all’altro. Se quelli dello staff tecnico riescono a fare un bel lavoro questo non lo fermano nemmeno se gli saltano addosso tre avversari. Per certi versi mi viene in mente il primo Van Basten, ma più di tutti mi ricorda Boksic».

Haaland può essere un esempio?

«Lucca ha le potenzialità per arrivare a certi livelli, ma deve fare un passo alla volta. Ora non è semplice per lui perché ha tutti gli occhi addosso. Deve rimanere umile e continuare a fare le stesse cose di sempre. Il segreto è questo».

L’altra sera però abbiamo visto anche un 2004 scendere in campo con la Spagna: non c’è poco coraggio in Italia?

«Sono convinto che Mancini sia stuzzicato dall’idea di convocare Lucca fin da subito. In Spagna però maturano prima i calciatori. I ragazzi arrivano così presto in Nazionale perché sono già abituati a un certo tipo di gioco nella cantera e vanno via di casa molto piccoli. Da noi non è così .

A.C.

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