Italia
«Il Pisa trattenga Lucca più a lungo possibile anche se ormai vale oltre 10 milioni di euro»
Esperti e grandi ex sul presente e sul futuro del giovane bomber: c’è chi lo paragona a Castillo e chi addirittura a Haaland
Andrea Chiavacci
PISA. Tutti pazzi per Lorenzo Lucca. Addetti ai lavori ed ex nerazzurri parlano del gioiello del Pisa dopo il suo esordio nella Nazionale Under 21. Lucca è già oggetto del desiderio di molti club. Intanto ha un contratto fino al 2026 e la società nerazzurra se lo gode anche perché le valutazioni di mercato lievitano in maniera esponenziale.
Alessio Di Petrillo
Alessio Di Petrillo, vice allenatore del Legia Varsavia (POlinia), impegnato anche in Europa League, non è del tutto stupito dall’exploit del centravanti: «Quando arrivò Castillo a Pisa fu una sorpresa per molti, ma non per me. E stavolta è la stessa cosa. Stupisce però che abbia fatto tutto così in fretta. Lucca ha grandi meriti, però la squadra lo mette in condizioni di segnare». Ora conta saper usare la testa e non tanto in area di rigore: «Le qualità sono enormi perché il suo fisico non la rallenta e ha già grande personalità e malizia nella copertura della palla. Sembra completo e con la testa giusta che non vuol dire solo essere un bravo ragazzo. Bisogna saper reggere le pressioni per restare ad alto livello». Di Petrillo non si sbilancia su eventuali cifre: «Un tempo per salire di valore bisognava giocare campionati interi ad alti livelli, oggi bastano poche partite. Una valutazione non so farla, non è il mio mestiere, ma mi auguro che la società riesca a trattenerlo il più a lungo possibile per cercare di andare in serie A. Il Pisa poi è sufficientemente solido per resistere alle sirene di mercato almeno nell’immediato».
Eugenio Ascari
Il procuratore Eugenio Ascari è sulla stessa lunghezza d’onda: «C’erano diverse società sulle sue tracce, Sassuolo in primis, ma il ragazzo e il suo agente hanno fatto la scelta giusta. Certo nessuno si aspettava questa crescita in pochi mesi con l’esordio nell’Under 21 e gli occhi addosso dei grandi club italiani ai quali potrebbero aggiungersi quelli stranieri». Ascari pensa che il valore di mercato sia già aumentato in maniera esponenziale: «Chiellini ha detto che il Pisa non ha necessità di vendere Lucca e credo che resterà a Pisa almeno fino al termine della stagione perché il club ha ambizioni di salire in A, poi mai dire mai nel calcio. Il valore del ragazzo è già quintuplicato rispetto ai 2,1 milioni di euro che il Pisa ha sborsato al Palermo. Se Scamacca, giusto per fare un esempio, vale 25 milioni di euro è ragionevole dire che Lucca sia già sopra i 10 milioni ed è destinato a salire di valore se continuerà a far bene». Più bravo il Pisa a scommettere su Lucca o più ingenui i grandi club? «Il Torino, che fino al 2020 era proprietario del suo cartellino, non ha scommesso su Lucca ed è stato un po’ superficiale e frettoloso nella valutazione. Credo che gli bastasse mettere sul piatto 15mila euro per trattenerlo. Bravi il Palermo e poi il Pisa a credere in lui, alle big è mancato un po’ di coraggio».
Lamberto Piovanelli
Nella Nazionale maggiore manca un giocatore nerazzurro da 31 anni. L’ultimo ad esser convocato, nel dicembre 1990, è stato Lamberto Piovanelli, che poi Anconetani riuscì a cedere alla Juventus. Il ct Azeglio Vicini lo portò a Cipro, ma non lo fece debuttare: «Lucca può essere utile alla Nazionale maggiore perché tolto Immobile, che comunque fatica in azzurro, non vedo gente che mi fa impazzire. Poi la sorpresa c’è sempre stata. Penso a Paolo Rossi e a Cabrini lanciati da Bearzot ai Mondiali del 1978 in Argentina, ma anche agli stessi Chiesa e Locatelli promossi da Mancini nell’Europeo vinto. Non vedo perché Mancini non possa scommettere su Lucca». Piovanelli poi parla del mercato: «Quanto possa valere non lo so, ma questa carenza di punte può far crescere la sua valutazione se continua a fare queste prestazioni. Bisogna vedere in concreto cosa vogliono mettere i grandi club sul piatto della bilancia. Il Pisa però ha bisogno di lui per provare ad andare in serie A».
Gerry Cavallo
Gerry Cavallo, nerazzurro dal 1996 al 1999 e cresciuto nel settore giovanile della Juventus, non ha dubbi: «A me ricorda Castillo non solo perché segna tanto. Soprattutto per la determinazione. Ha spirito di rivalsa e vuole arrivare in alto. In Sicilia ho molti amici che mi dissero subito un gran bene di lui al momento dell’acquisto del Pisa dal Palermo. Un bravo a Chiellini e alla società per averlo preso». Cavallo pensa che Lucca possa arrivare in alto proprio perché ha caratteristiche uniche: «Ha già fatto ottime cose con l’Under 21 anche se non ha segnato. Per caratteristiche tecniche è un attaccante atipico e quello a cui somiglia maggiormente, senza esagerare, è Haaland del Borussia Dortmund. Ha personalità e grande tecnica. Nell’assist per Cohen a Terni mi ha ricordato Luca Toni. Per ora gli manca solo il colpo di testa». Sul valore di mercato Cavallo pensa che potrebbe aprirsi un’asta: «Non si può quantificare. Potrebbe addirittura arrivare a 15-20 milioni a fine stagione. Dipende da lui perché si deve confermare. Spero non si monti la testa, ma mi sembra un ragazzo serio e concentrato. Poi ha una grande fortuna perché ha due allenatori uno più bravo dell’altro come D’Angelo e Taddei e gioca trascinato dall’entusiasmo di una città come Pisa».
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