Il Tirreno

Pisa

Lo sport “made in Pisa” simbolo di chi riesce a superare le difficoltà

Dall’esempio di Mazzinghi alla medaglia di Batini passando per nerazzurri, granata e tanto altro In un magazine il meglio di un movimento che diventa anche un grande esempio di rinascita 

4 MINUTI DI LETTURA





L’omaggio

«Avete emozionato gli italiani. Vi sono momenti in cui lo sport assume significati più ampi. Il nostro Paese è in ripresa, si è sentito rappresentato, si è sentito coinvolto da voi. Questa è stata una grande estate per lo sport».

Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto pochi giorni fa gli atleti reduci da Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo celebrando, con loro, i successi conquistati. Parole non banali né casuali, quelle del capo dello Stato, perché mai come in questi ultimi mesi lo sport ha non solo emozionato, come sottolineato dallo stesso Mattarella, ma anche coinvolto e trascinato.

Coinvolto e trascinato un Paese ferito dalla tempesta Covid, dal maledetto virus che dal febbraio 2020 ha stravolto le nostre vite. È successo all’Italia, con i trionfi di un’estate memorabile, è successo a Pisa e alla sua provincia. Zona da sempre ricca di talenti, di ogni tipo, che ha colto vittorie e prestazioni memorabili; zona che, più in generale, con lo sport ha sognato, sta sognando e vuole continuare a farlo. Così Il Tirreno ha deciso di regalare – col giornale in edicola domani – un magazine speciale di 72 pagine ad almeno alcuni dei protagonisti di questi ultimi mesi difficili ma proprio per questo ancora più belli. Citarli tutti sarebbe stato impossibile. Ma sono stati scelte imprese e storie che in qualche modo possono rappresentare un movimento, un piccolo esercito che non si è fatto sconfiggere neanche dal nemico invisibile, che ha superato il Covid e in molti casi anche limiti quasi invalicabili.

È il caso dell’uomo che aprirà la nostra rassegna: Alessandro Mazzinghi, Sandro per i tanti amici. Ci ha lasciato nell’agosto del 2020, l’ex pugile, ma il suo ricordo è vivo più che mai in chi lo ha conosciuto, in chi ha potuto ammirarlo sul ring e anche in chi ha dovuto voltarsi indietro, verso il passato, per conoscere le sue gesta. Coi guantoni, ma anche senza. Perché è stato un uomo che ha sempre avuto sempre la schiena dritta. Anche quando a colpirlo erano i pugni degli avversari, anche quando a colpirlo erano i pugni di una vita non sempre rose e fiori. Un esempio, insomma.

Impossibile, poi, non dedicarsi al Pisa. Qualcosa di più di una semplice squadra di calcio, per quello che suscita e per quello che muove. Insieme ai nerazzurri, accanto ai nerazzurri, c’è un popolo devoto. Che ama i suoi colori, che soffre per loro e con loro. E dopo anni non sempre semplici, gli ultimi, c’è stata una novità che potrebbe rappresentare davvero la grande svolta. Ovvero l’avvento di Alexander Knaster, un magnate che ha scelto di puntare sul calcio, che ha scelto Pisa. Lo ha fatto investendo parte del suo non trascurabile patrimonio, accendendo la speranza di una piazza fantastica che ora ha trovato ancora più fiducia e ancora più slancio. Il futuro, insomma, è ovviamente tutto da scrivere ma promette bene. Per quello che è stato fatto sul mercato, per come la squadra ha iniziato la nuova avventura in Serie B, per quei progetti sulle strutture (dal centro sportivo di Gagno alla nuova versione dell’Arena) che davvero possono lasciare il segno nel medio termine.

Pisa sogna, insomma, e ha tutto il diritto di farlo. Ma la realtà calcistica della zona recita anche di un Pontedera ormai ospite fisso dei quartieri migliori della Serie C. E che con l’ultimo mercato condotto dal dg Giovannini ha affidato al tecnico Maraia una squadra che di soddisfazioni può regalarne ancora. Sempre in ambito calcistico, poi, non poteva passare sotto traccia l’impresa del Cascina, tornato in Serie D dopo anni, né lo splendido campionato di Eccellenza che attende tante formazioni pisane. Dal Fratres Perignano, reduce da una finale promozione persa per il rotto della cuffia, al Ponsacco che ha affidato le sue ambizioni a un bomber vero come Ciccio Tavano.

Ma è stata anche l’estate dalle Olimpiadi. E ad ascoltare l’elogio di Mattarella pochi giorni fa al Quirinale c’era anche una importante e significativa rappresentanza pisana. Ai giochi di Tokyo 2020, andati in scena nel 2021 proprio per colpa del dannato coranavirus, si è presa una medaglia anche Martina Batini, bronzo nel fioretto a squadre, per ridare slancio a una tradizione, la scherma, che a Pisa ha sempre contato. Tanto che il tecnico di Bebe Vio, campionessa e simbolo dello sport paralimpico italiano, è il pisano Simone Vanni.

Molto sport, insomma. Uno sport da vivere e da seguire con passione, uno sport simbolo di un Paese, e di una zona, che vivono e sorridono di nuovo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa