Il Tirreno

Pisa

PACCHETTO ARRETRATO SOTTO I RIFLETTORI 

Che progressi per la difesa

Massimo Berutto

In sei turni ha preso undici reti in meno di un anno fa

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PISA. La miglior difesa è l'attacco. L'adagio viene a puntino per spiegare il segreto di una squadra che ha imparato a coprirsi le spalle senza aver allentato minimamente la pressione offensiva, anzi intensificando la fase offensiva.

I NUMERI. Confrontando l'esaltante cammino attuale con quello deficitario dei primi 6 turni della scorsa stagione (il Pisa penultimo a 4 punti), scopriamo che la squadra di oggi ha segnato solo 3 gol in più (13 invece di 10), ma ne ha incassati ben 11 in meno (4, non 15). Insomma l'attacco era già da primato, mentre la retroguardia lo è diventata in questo primo scorcio del nuovo torneo.

LA TATTICA. Tutto nasce, almeno apparentemente, da una mossa: il decentramento di una delle due punte. Non più una coppia di attaccanti centrali supportata da un rifinitore, ma un centravanti, un trequartista alle sue spalle e a fianco un'ala che parte da sinistra. Più un 4-3-2-1 "deformato" che un classico 4-3-1-2. Una situazione tattica sperimentata già alla fine della stagione, lasciando a Marsura una posizione defilata, più congeniale alle sue caratteristiche, occupata poi anche da Cohen e Sibilli. A compensare lo scivolamento di un attaccante sul lato mancino, gli inserimenti di Touré sulla destra. Ecco che il modulo si trasforma praticamente in un 4-4-1-1 o 4-2-3-1. La disposizione ideale per aggredire gli avversari, ma anche per predisporsi alla copertura delle corsie esterne in chiave difensiva. «Noi attacchiamo sempre alla stessa maniera – si è lasciato sfuggire mister D'Angelo – è il modo di difendere che cambia». Un 4-4-2 o un 4-5-1 (con il sacrificio del trequartista) per proteggere la porta.

IL MERCATO. Se il Pisa difende meglio non prestando i fianchi agli avversari, molto del merito è delle scelte di mercato, fra acquisti e conferme. All'inizio della scorsa stagione l'organico abbondava di calciatori propensi ad agire nella fascia centrale sia in attacco (Vido, Palombi, Masucci, oltre che Marconi), sia a centrocampo (Mazzitelli aggiunto a Gucher, De Vitis e Quaini) ed anche in difesa, dove il terzino sinistro titolare era un destro (Lisi), portato quindi a puntare direttamente la porta. Ora invece la rosa è più ricca di specialisti dell'esterno: in attacco Cohen (come Marsura, Sibilli e Mastinu), ama partire da ala, nel mezzo Touré e Marin sanno dare ampiezza alla loro azione e in retroguardia (a parte il jolly Birindelli) adesso i terzini hanno il piede giusto per il binario che occupano.

Massimo Berutto

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