Toscana
Nacho tira la volata: «L’entusiasmo? Darà lo slancio per fare bene a Vicenza»
Il mitico attaccante argentino continua a seguire con passione anche a distanza il Pisa E sul bomber Lorenzo Lucca: «Grandi prospettive ma lasciamolo crescere un po’ alla volta»
Andrea Chiavacci
PISA. Con il trio delle meraviglie composto da lui, Kutuzov e Cerci, l'argentino Josè Ignacio Castillo, per tutti Nacho, ha fatto sognare tutta Pisa nella stagione 2007-2008. Quella del calcio spettacolo di Giampiero Ventura che vinse 11 volte in trasferta e arrivò fino alla semifinale playoff persa con il Lecce. Castillo con i suoi 21 gol stabilì il record del miglior realizzatore nerazzurro nell'arco di un'intera stagione in B superando le 19 reti di Lamberto Piovanelli nel 1989-90. Dalla sua Tandil in Argentina Castillo segue quando può il Pisa e il suo lavoro attuale è sempre legato al calcio e all'Italia.
Seguendolo un po' da lontano si aspettava un inizio così scoppiettante del Pisa?
«Sicuramente me lo auguravo. Il desiderio di ogni squadra è quello di iniziare nel migliore dei modi e nove punti in tre partite sono tanta roba. Il buon momento comunque non ti deve far perdere di vista l'obiettivo finale che credo sia quello di far meglio rispetto alle ultime due stagioni».
Con il numero 9 che era di sua proprietà si sta imponendo Lorenzo Lucca che è stato l'investimento più importante della società, come va gestito un ragazzo così giovane?
«Lucca si è messo bene in evidenza in queste prime giornate ed è un ragazzo di grande prospettiva. Adesso bisogna lasciarlo tranquillo e permettergli di crescere un passo alla volta».
Vicenza e Pisa arrivano a questa sfida con stati d'animo opposti e con 9 punti di differenza a favore del Pisa, non si corre il rischio di sottovalutare l'avversario?
«Sono cose che un allenatore come D'Angelo valuterà con attenzione e non credo ci sia il rischio di snobbare il Vicenza che resta una squadra importante. L'entusiasmo sarà notevole e non deve diventare un limite ma uno slancio per far bene anche a Vicenza».
Pensa che la società e il nuovo patron Alexander Knaster stanno facendo bene a puntare su nuove strutture?
«Questa è la base per costruire un progetto importante. Un centro sportivo è un punto di riferimento per la prima squadra e per tutto il settore giovanile. Poi per fare calcio ad alti livelli serve uno stadio di proprietà e moderno. Spero che riusciranno a dare un tocco di modernità all'Arena che ne ha bisogno».
Chi sono le favorite del campionato?
«Presto per dirlo, anche perché non ho un quadro completo della situazione. Brescia e Parma sono squadre davvero importanti. In generale è un campionato bellissimo ed equilibrato».
Vede qualche analogia tra il suo gruppo e questo?
«So che c'è un gruppo nutrito di stranieri anche se noi eravamo tanti argentini. L'entusiasmo può essere simile a quello nostro e mi auguro che con il ritorno dei tifosi allo stadio si possano rivivere emozioni simili a quelle che abbiamo regalato noi».
L'ultima vittoria a Vicenza porta anche la sua firma, che giornata è stata?
«Mi ricordo che abbiamo vinto per 3-1 in rimonta e che ho segnato un gol, però ho anche sbagliato un rigore. Un po' di tempo fa ho rivisto quelle immagini e mi lamentavo ancora per come l'ho calciato e mi arrabbiavo ancora. I rigori non li calciavo mai in quel modo».
Cosa sta facendo oggi Castillo nel mondo del calcio?
«Faccio lo scouting per l'Atalanta in Sudamerica».
Quando tornerà all'Arena?
«Sono passato tre anni fa da Pisa ma la squadra giocava fuori casa. Non vedo l'ora anche perché non metto piede all'Arena da quando facevo il calciatore. I tifosi son sempre nel mio cuore e vorrei riabbracciarli tutti».
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