Sicurezza
Questo Pisa è una cosa seria: quattro schiaffi alla Ternana
Apre De Vitis poi, dopo il pari di Donnarumma su rigore, un’autorete e gli acuti di Lucca e Cohen disegnano il trionfo
David Biuzzi
«Puttanate». Già, proprio così, con questo termine, il ds nerazzurro Claudio Chiellini aveva definito le voci (i sogni?) di una Serie A già in tasca circolate in città dopo le prime due tappe del campionato. Non a torto, sia chiaro, perché il viaggio è ancora lungo, lunghissimo. Ma qualcosa di serio, di maledettamente serio, c’è già. Ed è il Pisa, questo Pisa. Quello che a Terni infila la terza, su tre, ne segna quattro e, soprattutto, manda un messaggio forte è chiaro. Chiunque voglia provarci, cioè, coi nerazzurri dovrà fare i conti.
Già, perché il 4-1 finale è la foto di una superiorità totale e costante, mai in discussione. Neanche dopo il momentaneo pari, che non a caso dura il tempo di un amen, neanche in un avvio che comunque proprio semplice non è. D’altra parte non è che i nerazzurri al Liberati giocassero da soli. Di fronte avevano una squadra, quella del livornese Lucarelli, che non è l’armata Brancaleone. Forse può sembrare tale, alla fine, ma solo i meriti di D’Angelo e i suoi.
Il tecnico la sfida la comincia con il solito 4-3-1-2. L’unica sorpresa, forse, è De Vitis titolare in mezzo. Gioca da interno, però, con Marin ancora play. E la mossa è giusta. Tanto che è proprio lui, il senatore del centrocampo, ad aprire i giochi al 9’, bruciando Donnarumma e Sorensen su una punizione laterale di Gucher e infilando Innarilli con un preciso tocco al volo. Centro al primo tentativo, ma dopo che il Pisa aveva già dimostrato di essere padrone. Concedendo qualcosa in ampiezza, ma mettendoci sempre testa, cuore, grinta. Restando corto sia nei momenti di pressing alto sia quando c’era da rinculare. Tanta roba, insomma. Così tanta che il pari di Donnarumma dal dischetto (fallo netto di Marin su Salzano) è subito sembrato più un incidente di percorso che altro. Sensazione confermata subito dopo, con Sorensen a spingere nella sua porta un palla impazzita a due passi dalla riga dopo due prodezze di Iannarilli (su Tourée Marsura) e altrettanti legni colpiti.
E che addirittura diventa certezza nella ripresa, quando la supremazia nerazzurra diventa ancora più marcata. Il motivo? Beh, semplice: oltre all’ottima prova collettiva (e di quasi tutti i singoli) entra in scena Lorenzo Lucca. Il Panzer. Visto che proprio come un carrarmato demolisce quel che resta dei padroni di casa: al 12’, avventandosi su un errore di Salzano (va in tilt sul pressing di un convincente Gucher) per firmare il terzo gol del suo campionato (a celebrare il 21° compleanno del giorno precedente...) e al 39’, quando porta a spasso Celli prima di regalare a Cohen il pallone del 4-1 e del primo squillo in Italia dell’attaccante israeliano.
In mezzo una girandola di sostituzioni che però non cambia il tema del match: il Pisa domina. Per la gioia dei 500 tifosi al seguito e delle migliaia che la sfida la seguono a distanza. Sopportando anche gli inciampi del telecronista di Sky che il Pisa lo chiama a volte Brescia e a volte addirittura Livorno.
Vabbè, con una partita così va bene tutto, anche questo.
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