Il dolore
I soldi arrivano da lontano
Sempre più investitori stranieri nei club della Serie B
PISA. È un campionato sempre internazionale quello di Serie B. E non solo per i diritti tv venduti ormai in mezzo mondo (bel segnale per tutto il movimento), ma anche e soprattutto per le proprietà dei club che ormai spaziano in vari Paesi e addirittura continenti.
Alexander Knaster, insomma, è in buona compagnia. Al momento, infatti, sono cinque i club che hanno proprietà o comunque compartecipazioni straniere. L’ultimo a iscriversi all’elenco è stato l’Ascoli, in cui da pochi giorni il Noth Six Group di New York ha affiancato (col 30%) il presidente e azionista di maggioranza Massimo Pulcinelli, proprietario della Bricofer. Profumo di Usa, non da molto, anche per la Spal recentemente affrontata e affondata all’Arena. Il timone estense, infatti, in estate è passato nelle mani dell’avvocato americano Joe Tacopina, già conosciuto per le sue esperienze nel Bologna e nel Venezia prima di aver provato, senza successo, a prendere il Catania.
Non è una novità neanche la vocazione americana del Parma, che poco meno di un anno fa (metà settembre 2020) è finito nelle mani del magnate americano Kyle Krause. Che non ha evitato la retrocessione ma ora punta forte sull’immediato ritorno in Serie A.
Ancora più esotico, infine, il caso del Como. La società lariana, infatti, dopo anni complicati e varie disavventure, è finita nelle solide mani dei fratelli Robert e Michael Hartomo. Sono i discindenti di una facoltosissima famiglia indonesiana che ha fondato il suo impero sul commercio del tabacco e che occupano attualmente posizioni di rilievo nella classifica di Forbes dei più ricchi del mondo: rispettivamente 86° e 89° posto.
Knaster, insomma, non è solo. In tutti i sensi.
D.B.
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