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Pisa

«L’ungherese colpo da categoria superiore» Parola di Diego Gabriel Raimondi

A.C.
«L’ungherese colpo da categoria superiore» Parola di Diego Gabriel Raimondi

L’argentino, secondo di Mihajlovic, lo ha avuto al Bologna 

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PISA. È un Pisa internazionale come non si vedeva da tanti anni. Almeno da quello di Giampiero Ventura dove in certe partite il numero degli stranieri totale era di nove. Con l’arrivo di Adam Nagy il Pisa di D’Angelo sale a 10, otto potenziali titolari, superando proprio quella squadra che tra i leader aveva l’argentino Diego Gabriel Raimondi, attuale collaboratore di Sinisa Mihajlovic al Bologna. E proprio in rossoblu, sul finire della stagione 2018-2019, Gabriel ha conosciuto e allenato Adam Nagy. «Sono molto contento che sia arrivato a Pisa dopo la sua avventura al Bristol– esordisce Raimondi. – Anche se l’ho allenato per pochi mesi lo conosco bene e spesso l’ho visto giocare. È un ragazzo straordinario a livello umano, dotato di geometrie e tecnica di primo livello. Qui c’era tanta concorrenza ma mi ha un po’sorpreso quando ha deciso di partire. Poteva benissimo giocarsi un posto da titolare anche nella stagione seguente».

A Bologna Nagy è stato frenato da un infortunio dopo una prima stagione, 2016-2017, giocata quasi tutta da titolare ma in tre anni ha comunque disputato 57 partite segnando un gol. «Purtroppo ha avuto diversi problemi fisici in quel periodo bolognese. In allenamento era un piacere vederlo giocare perché è uno che sa dettare i tempi e ha una frequenza di passo molto alta. Ricorda un po’ Gael Genevier per caratteristiche, ma nessun paragone. Non mi pace farli».

Secondo Raimondi è Nagy l’uomo giusto per il centrocampo nerazzurro: «Il suo pregio è quello di essere completo perché sa fare bene le due fasi, recupera palla e poi sa sempre quale giocata fare. Il difetto può essere una scarsa fisicità, non è troppo alto, ma va a completare una squadra e un reparto dove l’onda d’urto non manca di certo. Specialmente adesso che è arrivato Tourè» .

Il suo vero ruolo?

«Per me è un play basso davanti alla difesa ma può tranquillamente giocare in un 4-2-3-1 per fare da raccordo tra difesa e trequarti. D’Angelo saprà sicuramente come utilizzarlo al meglio».

È un leader?

«A livello caratteriale non posso giudicare perché era troppo giovane e in quel gruppo c’erano grandi personalità come Palacio. A livello tecnico sicuramente sì, è un vero leader. Uno che si prende sempre le proprie responsabilità».

Poi ha giocato due Europei da protagonista. «Nessuno ti regala la Nazionale. L’Ungheria ha messo in difficoltà Francia e Germania. Ripeto lo reputo un acquisto da categoria superiore».

È un Pisa simile a quello vostro che sfiorò la serie A?

«Certi punti di contatto ci sono. Noi eravamo giocatori che erano in Italia da tempo, in tanti venivamo dalla C, stavolta la società ha fatto un mercato di ampio respiro cercando giocatori che hanno esperienza internazionale. I colpi di Nagy e Cohen mi hanno sorpreso positivamente. Spero in breve tempo di poter vedere il Pisa in un campionato più importante» .

A.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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