Gioco
Cosa va: Touré la sorpresa più bella Nicolas paratutto e lo spirito di gruppo
Contro la Spal si sono notate anche la capacità di difendere il risultato della squadra e le idee di mister D’Angelo
Andrea Chiavacci
Dopo l’esordio, positivo, in campionato, proviamo a stilare un elenco di dieci cose, situazioni, innesti o conferme che funzionano in casa nerazzurra.
1) SIBILLI TORNA DECISIVO. L’attaccante aveva chiuso bene la passata stagione, ma le prestazioni con Brescia e Virtus Entella erano arrivate ormai a giochi fatti. Alla prima grande serata il numero 17 si è fatto trovare pronto segnando un gran gol di destro dopo 31 secondi. Il suo apporto può essere determinante nel creare superiorità numerica nell’uno contro uno grazie alla sua imprevedibilità.
2) NICOLAS PARATUTTO. Chi rimpiangeva Gori è stato subito servito. L’esperto portiere brasiliano, già autore di due belle parate a Cagliari, ha messo il timbro sulla vittoria all’esordio grazie a tre parate decisive e tutte diverse per stile ed efficacia. D’istinto su Murgia, plastico volo all’incrocio sul colpo di testa di Vicari e parata a mano aperta sul diagonale di Mancosu. Qualche brivido sulle uscite e un po’ di confidenza eccessiva nel giocare di piede gli possono essere perdonate. È stato l’uomo partita.
3) LA PERSONALITÀ DI TOURÈ. La vera grande sorpresa positiva della serata. Il gigante scuola Juventus è esploso contro la Spal dopo una preparazione passata con qualche acciacco. Dalla Coppa Italia erano arrivati segnali confortanti, ma in pochi potevano immaginare questa personalità e la bravura negli inserimenti in attacco. Un palo e un altro paio di buone occasioni. Qualche palla persa nel finale quando era esausto, ma in generale si è preso la scena risultando a tratti travolgente. In gradinata gli hanno già dedicato un coro. Merce rara per chi debutta con questa maglia.
4) LA RESISTENZA. Non era facile mantenere il vantaggio quando segni all’alba della partita. Il Pisa ci è riuscito a volte con fatica, soprattutto nel primo tempo, ma con tanta determinazione. Restando corto e compatto rispetto a Cagliari. La porta inviolata, dopo i problemi della passata stagione in fase difensiva e i 59 gol al passivo, è la notizia più bella per D’Angelo, oltre ai tre punti.
5) MATURITÀ. La squadra ha gestito il finale con poca ansia e con consapevolezza nei propri mezzi. Ha saputo anche badare al sodo quando serviva senza perdersi in orpelli talvolta inutili. Sintomo di una certa maturità acquisita, almeno in questo debutto.
6) LE RIPARTENZE. Se Sibilli è la freccia e Touré l’incursore, Marsura è un altro asso nella manica per le ripartenze. Un approccio diverso rispetto alla passata stagione che probabilmente ha sorpreso la Spal, che magari non si aspettava un predominio nel possesso palla e un atteggiamento diverso da parte del Pisa.
7) CAPACITÀ DI ADATTARSI. D’Angelo ha subito dimostrato di saper adattare i giocatori alle situazioni d’emergenza. Soprattutto in difesa. Il gigante islandese Hermannsson è un centrale di quasi due metri che ha fatto il terzino destro al posto di Berra, fermato da guai muscolari, e ancora una volta Birindelli è partito a sinistra, lui che gioca solitamente dalla parte opposta. Leverbe, all’esordio dal primo minuto, e Caracciolo giocavano per la prima volta 90 minuti insieme da centrali. Colombo li ha messi anche in difficoltà con le sponde, ma loro hanno tenuto botta e dopo l’uscita del giovane di proprietà del Milan hanno sofferto ancora meno nonostante la presenza di un giocatore di qualità come Mancosu. Al netto di qualche meccanismo ancora da oliare le cose sono andate complessivamente bene.
8) L’IMPATTO DI BERUATTO E DEI CAMBI. Dalla panchina la squadra ha trovato quelle risorse per portarla in fondo. Ottimo soprattutto l’impatto di Pietro Beruatto che ha spinto molto a sinistra. Adesso il Pisa ha il mancino che cercava e che può fare quei cross che sono mancati in particolare per la testa di Lucca. Bene anche De Vitis davanti alla difesa e Masucci che si è sacrificato, così come Mastinu e il giovane Piccinini. Quest’ultimo all’esordio in serie B.
9) D’ANGELO. In questo successo c’è la sua firma. Nella serata in cui festeggia le 127 presenze in nerazzurro dimostra di saper leggere bene la partita cambiando anche modulo in corsa e chiudendo con un insolito 4-1-4-1. Limita nel finale una Spal che onestamente ha giocato una bella partita. L’allenatore pescarese ha ormai poco da dimostrare quanto meno sulla costruzione di un gruppo coeso dove tutti remano dalla stessa parte.
10) L’IMPORTANZA DI MARIN. Il rumeno ha esordito dall’inizio dopo le tante voci di mercato che si susseguono dall’inizio dell’estate. A volte deve frenarsi, ha rimediato il solito giallo, ma è prezioso nel dare equilibrio e nel recuperare palloni. Può essere un punto di riferimento per il prosieguo della stagione.
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