Gioco
Cosa c’è da rivedere: la condizione fisica e la carenza di cross incisivi dalle fasce
Ancora a passo lento l’inserimento di Cohen e la crescita di Lucca, è mancata la capacità di infliggere il colpo del ko
Ecco invece, a dispetto del successo e dei tre punti conquistati a spese della Spal, le dieci cose che sono da migliorare.
1) POCHI CROSS DALLE FASCE. Il recupero di Beruatto può colmare questa lacuna. L’assenza di Berra e il fatto che Hermannsson non sia un terzino hanno inciso in modo evidente sui rifornimenti per il gigante nerazzurro Lorenzo Lucca e i compagni di reparto. Birindelli a sinistra poi ha trovato poche volte il fondo e soprattutto per 60 minuti le fasce sono rimaste troppo schiacciate dalla velocità di Seck a destra e dall’intraprendenza di Viviani a sinistra. Sibilli e Marsura erano costretti ad allargarsi spesso perché non avevano un aiuto concreto da chi parte da dietro. Ma era una cosa prevedibile alla luce dello stato dell’arte prima di scendere in campo.
2) LA CRESCITA DI LUCCA. Il numero 9 nerazzurro è atteso con curiosità e tante aspettative. L’investimento è in proiezione futura, e il ragazzo giustamente non deve subire troppe pressioni, ma è indubbio D’Angelo punta molto su di lui. Il difficile sarà sbloccarsi e soprattutto trovare la condizione migliore visti i suoi due metri di altezza e un fisico possente. Qualcosa di buono lo ha fatto vedere come la sponda che ha portato al gol lampo di Sibilli e qualche protezione della sfera spalle alla porta. Alla sua uscita, dopo un’ora di gioco, il pubblico lo ha applaudito perché capisce che ha bisogno di tempo.
3) I RITMI DI GUCHER. Il capitano non ha brillato particolarmente all’esordio. Come a Cagliari soffre il ruolo di faticatore del centrocampo e un ritmo partita non ancora al top. La velocità della sfida con la Spal lo ha un po’ penalizzato. Sui calci piazzati resta sempre un pericolo costante, vedi la palla offerta a Tourèé in occasione del palo, anche se le cances per mettersi in mostra sono state poche. Qui D’Angelo deve lavorare anche sul ruolo. È vero che le opzioni non sono poche, ma nella passata stagione Gucher ha dato il meglio di sé dietro ai due attaccanti.
4) L’INSERIMENTO DI COHEN. Due partite viste dalla panchina per uno dei giocatori più pagati della storia recente del Pisa. Nessun allarme, per carità, Yonatan Cohen ha guardato i suoi compagni battere la Spal perché comunque è sempre troppo poco il tempo passato a Pisa. Deve metabolizzare una lingua nuova e soprattutto un calcio diverso da quello israeliano. Dalla rapidità del suo inserimento però passa molto del Pisa che sta nascendo. Anche qui D’Angelo deve esser bravo a trovargli la collocazione giusta in attacco.
5) I RINFORZI. La vittoria porta morale e offre qualche certezza in più. La rosa però va completata, anche a livello numerico visto che dovranno comunque uscire quei giocatori che non rientrano nei piani. L’arrivo dato come imminente dell’ungherese Nagy a centrocampo non dovrebbe essere l’ultimo. Un attaccante e un esterno sinistro servono. Fermo restando che l’esterno sinistro titolare il Pisa lo ha già recuperato, Beruatto, e la punta centrale, parola del diesse Claudio Chiellini, il Pisa ce l’ha già ed è Lorenzo Lucca.
6) TROPPO SCHIACCIATI DOPO IL GOL Questo è un aspetto importante sottolineato da D’Angelo nel post partita. E riguarda sia l’aspetto tattico, la pressione della Spal ha spostato più indietro la linea difensiva, sia quello mentale. Ovvero che il vantaggio paradossalmente ha quasi bloccato il Pisa almeno per 10 minuti. Sicuramente il tecnico in vista della sfida di venerdì all’Alessandria dei tanti ex lavorerà su questo aspetto.
7) INFORTUNI. Non è certo un allarme però D’Angelo ha dovuto rinunciare anche a Berra per un guaio muscolare. Beruatto si è già ripreso ma Di Quinzio non è ancora pronto e Siega ad esempio rientrerà a ottobre. Portare in fondo la stagione con pochi infortuni è fondamentale visto quanto accaduto nelle ultime stagioni dove i tanti acciacchi hanno influito sull’andamento della squadra.
8) COLPO DA KO. La squadra nel complesso ha giocato bene e forse pretendere un divario maggiore è un po’ come cercare il pelo nell’uovo. Alcune situazioni potevano esser sfruttate meglio in zona gol. Una cosa che va migliorata in ottica futura.
9) METTERE INSIEME UNA MULTINAZIONALE. Con l’arrivo di Nagy crescerà ulteriormente il profilo internazionale della squadra che vanta già nove stranieri. Indubbiamente ci sarà bisogno di tempo per far quadrare tutto al meglio.
10) L’ASPETTO FISICO. È stata costruita una squadra con giocatori con un grande impatto a livello fisico. Non solo in difesa, ma anche a centrocampo e in attacco. Domenica la squadra ha tenuto il risultato ma chi è uscito lo ha fatto con qualche affanno di troppo. La condizione generale è da migliorare. Anche se la strada è quella giusta.
A.C.
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