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Pisa

Questo Pisa è troppo timido per tenere testa al Cagliari

David Biuzzi
Questo Pisa è troppo timido per tenere testa al Cagliari

L’avvio non è male ma l’atteggiamento non convince e l’esempio di Masucci, che entra e segna, deve servire da lezione 

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David Biuzzi

Troppo Cagliari, poco Pisa. Alla fine la storia di questa sfida di Coppa Italia è tutta qui. La vincono con merito i sardi, la perdono i nerazzurri che non sovvertono il pronostico contro un avversario del piano superiore (Serie A) ma che qualcosa in più, diciamocelo, potevano farlo. Certo, a Ferragosto la condizione è quella che è e se le gambe non girano è chiaro che poi è la qualità a fare la differenza. C’è un dato, però, che dice molto, tutto. Ed è quello zero alla casella dei falli fatti che all’intervallo, sul 3-0 per i padroni di casa, accompagna i nerazzurri nello spogliatoio. Ecco, quello non va bene. Per niente. E, chiunque abbia di fronte, il Pisa può anzi deve metterci più aggressività, più voglia rispetto ai soli pochi sprazzi di questa prima uscita.

Eppure l’avvio non è anche neanche drammatico. O meglio, c’è una papera di Nicolas che spalanca la porta a Joao Pedro dopo una manciata di secondi, ma il primo assaggio di vero Var è favorevole ai nerazzurri: è fuorigioco. Non va bene il secondo, invece, perché anche Lucca, che al 7’ si presenta ribadendo in porta una (goffa) respinta di Cragno su bordata di Marsura, è di pochissimo al di là dell’ultimo difensore. Episodi a parte, l’avvio sembra incoraggiante. Certo l’annunciato 4-3-1-2 diventa subito 4-4-2 con Marsura a sinistra e Gucher spostato come esterno destro ma con pessimi risultati. L’idea è quella di coprire gli esterni, dove i sardi cercano (e spesso trovano) gloria, ma con il passare dei minuti il Pisa perde campo. Ne perde troppo, ritrovandosi raccolto in 20 metri, ma ai limiti della propria area di rigore. Se non altro, con un paio di buone parate di Nicolas (su Dalbert prima e Joao Pedro poi), la baracca tiene. Fino al 28’, però, perché quando il Marin di casa s’accende De Vitis ci va troppo morbido e lo scambio con Joao Pedro apre le porte del vantaggio ai rossoblù. Stavolta il gol è valido e, soprattutto, stavolta il Pisa non reagisce. Anzi, in pratica s’inchina visto al 33’ è il palo a dire no a Zappa, al 36’ Caracciolo devia nella sua porta un corner di Marin prolungato da Godin e al 48’ Deiola cala il tris raccogliendo, tutto solo, un cross di Dalbert non coperto da Gucher. A fine primo tempo, insomma, siamo già al gioco, partita, incontro.

La ripresa inizia con il Marin nerazzurro dentro per Quaini, con capitan Gucher che torna in posizione più centrale (poi esce anche lui, come Lucca, dentro Touré e Masucci). Per il Pisa, però, non si esauriscono le cattive notizie: al 19’ Birindelli esce per problemi muscolari (dentro Leverbe, con Hermannsson a destra e Berra a sinistra) e con Beruatto ai box è già emergenza terzini in chiave campionato (sabato con la Spal). Chi resta in campo, però, approfitta del fisiologico calo del Cagliari per cominciare, finalmente, a metterci qualcosa di più. E non a caso arriva il gol. E non a caso lo firma Masucci, che svetta di testa in mezzo ai giganti su angolo di Sibilli al 22’ dimostrandosi ancora uno degli esempi da seguire. E, magari, in fretta. Perché la Coppa è andata e amen, ma in campionato servirà un altro atteggiamento, un altro Pisa.

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