Gioco
Pisa Beach Soccer sul tetto d’Italia «Sapevamo di potercela fare»
Il presidente Donati e il tecnico Lami raccontano come il sogno scudetto è diventato realtà E il profeta in patria Vaglini svela l’ingrediente magico: «Vincenti perché siamo una famiglia»
il trionfo
Andrea Chiavacci
Il tricolore a Pisa, negli sport di squadra, era arrivato grazie alle ragazze vincenti del'hockey prato: quattro titoli tra outdoor e indoor. Ora il primo sucedetto maschile grazie al calcio da spiaggia col trionfo di domenica a Lignano Sabbiadoro ieri sottolineato anche dai complimenti, pubblici, del sindaco Michele Conti.
Il Pisa Beach Soccer completa un percorso nato nel 2014 e fatto di una crescita costante e della voglia di creare un movimento che vive 365 giorni all'anno. Visto che i circa cento tesserati tra prima squadra, giovanili e il team femminile si allenano all'Orange beach e, dal prossimo autunno, anche al centro Coni. Entrambi a Tirrenia. Il presidente Alessandro Donati può finalmente esultare. «Dopo i primi due anni di rodaggio – racconta – ci siamo sempre presentati con formazioni competitive al campionato di Serie A sfiorando anche il bersaglio grosso. Quest'anno non abbiamo fatto proclami, ma tra di noi c’era fiducia. Ci siamo detti di alzare l'asticella. Con il tecnico Lami avevamo una specie di patto, ovvero quello di vincere nell'arco dei tre anni del suo contratto. Ci siamo riusciti al secondo».
Un gruppo multietnico con tanti stranieri e qualche fuoriclasse che sono anche un simbolo di integrazione in una società che guarda con interesse ai giovani. «Senza nulla togliere a nessuno credo che il collante tra italiani e stranieri sia stato Bruno Xavier. Non solo perché è un gran giocatore – prosegue il massimo dirigente – ma per lo spirito con cui ha saputo rimettersi in piedi dopo l'infortunio nella tappa di Cirò Marina. Poi l'arrivo in corso d'opera di Datinha è stato fondamentale».
Proprio Datinha non ha mai saltato un minuto delle 15 partite di campionato ed è stato eletto miglior giocatore del campionato. Invece Casapieri ha vinto il premio come miglior portiere. Donati ha un desiderio: «lunedì 16 agosto la Nazionale di beach soccer giocherà a Tirrenia. Spero di vedere qualche nostro ragazzo in maglia azzurra. Casapieri ha fatto un torneo straordinario ma anche Stefano Marinai non è stato da meno e un po' tutti gli italiani hanno reso al meglio».
Una dedica doverosa: «Questo scudetto è per tutte quelle persone che sono con noi da sette anni. Per tutto l'impegno e i sacrifici che fanno durante l'anno».
Nicola Lami è invece lo stratega in panchina. L'allenatore pisano, nato e cresciuto a pochi passi dall'Arena Garibaldi, è da anni impegnato sia nel beach soccer, sia nel calcio a 5 allenando in A2 con Pistoia. E ora è orgoglioso di questo successo. «Non è stato semplice all'inizio mettere insieme questa squadra per la tipologia di allenamenti che faccio io e per il poco tempo a disposizione. Con il passare del tempo – ricorda – è aumentata la consapevolezza di essere forti , soprattutto dopo la vittoria sul Viareggio e la sconfitta in finale in Coppa Italia ai rigori contro uno squadra come Catania».
E proprio con Catania arriva la gara capolavoro vinta per 8-4 in semifinale a Lignano Sabbiadoro: «Abbiamo sofferto ai quarti con Napoli, ma sabato con gli etnei siamo stati perfetti. La partita l'abbiamo fatta noi come nel primo tempo della finale con Terracina. Nella regular season avevamo perso per 5-1 con i laziali e abbiamo fatto tesoro di quegli errori soprattutto in difesa». E sul futuro Lami non ha dubbi: «Ho ancora un contratto di un anno e qui sto benissimo».
E infine c'è l'unico pisano che fa parte del gruppo dei campioni d'Italia. Lorenzo Vaglini è una vera e propria bandiera del Pisa Beach Soccer, ci gioca dal 2015, e sottolinea, con un filo di voce rimasta dopo i festeggiamenti, il bel clima che si è creato: «Siamo una famiglia. È questa la chiave del successo. La società non ci ha mai fatto mancare niente. Dai viaggi, agli alberghi a ogni minimo aiuto per i ragazzi che vengono dall'estero. Sono persone eccezionali. Vorrei citare tutti quanti ma un ringraziamento particolare va alla nostra addetta stampa Romina Orsini e a suo padre che sono sempre con noi e vivono questo sport con passione».
Vaglini gioca ancora in Prima categoria a Calci, dopo qualche esperienza in D ma non ha dubbi: «Se potessi scegliere giocherei a beach soccer 365 giorni all'anno. Mi piace allenare, infatti ho dato una mano anche ai nostri tecnici delle giovanili. Escluso quando devo partire per gli impegni con la Nazionale». A 27 anni poi non è nemmeno tardi per sognare che il beach soccer diventi sport olimpico: «Non riesco a capire come vengono fatte certe scelte. È gratis, si vedono gesti tecnici e acrobazie, c'è la musica e il mare sullo sfondo».
Insomma un vero spettacolo, proprio come questo Pisa.
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