Il dolore
Marconi ancora appeso alla decisione del Coni sulla maxi-squalifica
PISA. Non si sono ancora diradate le nubi sull’attacco del Pisa che verrà. Che sono ovviamente legate alle questioni di mercato, ma non solo.
L’incognita più grande, anzi, è probabilmente quella che riguarda Michele Marconi. Sul futuro, però, pesa ancora come un macigno il caso Obi e la conseguente squalifica che il bomber ha rimediato. Dieci turni dieci, di cui due scontati nelle ultime giornate dello scorso campionato, che hanno prodotto anche lo strappo con la società a causa dell’ingaggio da ridurre per il periodo di forzato stop. Uno strappo mai ricucito, anche se il lavoro delle diplomazie ha almeno permesso che la bomba non deflagrasse in tutta la sua potenza. La sensazione, ad oggi, è che il giocatore sia ancora sul mercato, ma anche che quegli otto turni da scontare stiano scoraggiando molte eventuali pretendenti. E proprio in questo senso c’è attesa sull’ultimo grado di giudizio, il Collegio di garanzia dello sport del Coni, al quale il giocatore si è appellato. Il ricorso, presentato dall’avvocato Alessio Piscini, è stato ricevuto negli romani il 7 giugno scorso.
Marconi e il suo legale, in sostanza, chiedono l’annullamento senza rinvio (cioè definitivo, senza ulteriore giudizio) della decisione della Corte federale d’appello del 5 maggio, appunto la maxi-squalifica dopo l’assoluzione in primo grado, o in subordine la sua riduzione; in seconda battuta di cancellare la sanzione rinviando gli atti sempre alla Corte federale d’appello, ma in diversa composizione, per un nuovo giudizio. La decisione non è ancora arrivata. A questo punto ogni giorno può essere quello buono, ma tra le ipotesi resta anche quella che il Collegio di garanzia possa anche dichiarare non ammissibile il ricorso visto che la squalifica non è a tempo (necessario un minimo di 30 giorni) ma a giornate.
Da chiarire, poi, anche se questi turni (qualora fossero confermati) siano da scontare solo e soltanto in campionato o anche in Coppa Italia. —
D.B.
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