Sicurezza
È rottura con Marconi e il Pisa alza l’asticella
Tesi opposte su squalifica e stipendio. I nerazzurri cercano il sostituto tra i big
PISA. Titoli di coda. Già, sulla lunga (tre stagioni) e finora bella (40 gol) storia tra Michele Marconi il Pisa oggi incombe il “the end”. Colpa, ancora, di quella maledetta sfida col Chievo del dicembre scorso e dal caso-Obi già costato una squalifica di dieci turni al bomber di Follonica.
Quello, infatti, è il seme su cui è germogliata la pianta della discordia. In attesa del ricorso al Coni da parte del giocatore, infatti, la società nerazzurra ha fatto balenare l’ipotesi di una riduzione dello stipendio dello stesso attaccante, che proprio in quei giorni aveva rinnovato il suo contratto. Ieri, in sede, doveva esserci un incontro tra il giocatore, il suo procuratore Mariano Grimaldi e il direttore generale Giovanni Corradi per parlarne e, magari, trovare un accordo. Solo che la bomba è deflagrata in anticipo e il summit è saltato. Sommerso da polemiche e scambi di accuse, rendendo ai confini della realtà, al momento attuale, l’ipotesi di un futuro da vivere ancora insieme.
I rappresentanti del calciatore, in sostanza, lamentano che il Pisa avrebbe fatto ricorso al Collegio arbitrale per ottenere una riduzione della busta paga fino al 50% almeno per il periodo della restante squalifica: altre otto giornate, circa due mesi di campionato (anche se poi bisognerà vedere il calendario). La società del presidente Giuseppe Corrado, invece, sulla vicenda mantiene il più stretto riserbo, praticamente una tradizione del club, ma la versione che filtra dalle stanze di Sesta Porta è un po’ differente. Partendo proprio dal ricorso che, dicono, non c’è. O almeno non ancora. La società, cioè avrebbe fatto presente questa ipotesi proprio in occasione dei contatti per fissare l’appuntamento poi saltato, ma avrebbe gradito un passo indietro dello stesso giocatore. Una rinuncia a una parte degli emolumenti, insomma, più come gesto di buona volontà che per l’effettivo risparmio comportato.
Per come si sono messe le cose ora, però, un esito... a tarallucci e vino sembra davvero difficile. E se il ricorso al Coni (contro la squalifica) che il legale del giocatore (l’avvocato Alessio Piscini) sta preparando, dovesse risolversi in un nulla di fatto (c’è sempre anche l’ipotesi della non ammissibilità perché la squalifica inflitta è a giornate e non a tempo, inoltre manca la pena pecuniaria) allora sì che il discorso potrebbe arrivare al Collegio arbitrale.
Anche se non così non fosse, però, ad oggi la rottura è profonda. Con il Pisa che si sarebbe detto disposto non solo a mettere il giocatore sul mercato (seppur col “fardello” squalifica) ma anche a tenerlo in tribuna per l’intera durata del contratto. Il dg Corrado, non a caso, già da ieri mattina ha iniziato a battere forte sul mercato degli attaccanti. In questo senso potrebbe presto riprendere quota la candidatura di Moreo dell’Empoli. Che, comunque, nel mirino c’è a prescindere. La rottura con Marconi, però, potrebbe paradossalmente far alzare l’asticella alla società. Che, pare, ha iniziato a prendere informazioni (non ancora trattative, dunque) sulle posizioni di pezzi da novanta come Alfredo Donnarumma del Brescia, Ciano del Frosinone, Paloschi della Spal e Coda del Lecce. —
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