Gioco
Henchiri: «Giocavo a calcio, così in una decina d’anni ho ottenuto il titolo europeo»
La favola sportiva del neo campione, che abita a San Giuliano ma è nato a Pisa: «Sono tifoso dei nerazzurri, ora penso agli allenamenti e al lavoro nel ristorante»
San Giuliano. Quando Nicola Henchiri una decina di anni fa ha lasciato il calcio per il pugilato forse neppure immaginava di salire sul tetto d’Europa dei pesi Superpiuma. Henchiri, 31 anni nato a Pisa e residente a San Giuliano Terme, arriva infatti alla boxe quasi per caso ma in breve tempo è riuscito a salire tanti gradini grazie alla forza di volontà e alla caparbietà nel saper cogliere al volo occasioni come quella di sabato scorso a Brescia.
Nicola stava preparandosi per dare l'assalto al titolo italiano, poi grazie al procuratore Mario Loreni della Promo boxe Italia, la stessa scuderia del suo avversario Mario Alfano, ha avuto la chance di combattere per il titolo vacante dell’Unione europea.
«Da una parte sono sorpreso anch’io ma credo sia una vittoria meritata – racconta Nicola che è già tornato al lavoro a Pisa –. Sono stato chiamato per sostituire l’irlandese Donovan, nonostante il poco tempo a disposizione penso di essermi preparato bene. Provo una grande felicità ma al tempo stesso penso già agli allenamenti e alla difesa del titolo che voglio tenere a tutti i costi».
Che match è stato?
«Non è stato un incontro semplice, Alfano poteva far valere la sua maggiore esperienza. All’angolo il mio preparatore Santo Gentile mi diceva di non cambiare guardia continuamente perché potevo essere più pericoloso se pensavo a mettere a segno qualche diretto. E alla fine è andato tutto nel verso giusto».
Come si è avvicinato alla boxe?
«Fino a 20 anni giocavo a calcio nella Bellani, poi ho incontrato Michele Mostarda che mi propose di andare a provare la boxe alla pugilistica pisana in Barbaricina insieme ad alcuni amici. Michele ha subito notato che ero portato e da quel momento è stato il mio unico allenatore. Devo davvero tanto a lui. Mi ha fatto crescere e in questi anni abbiamo dato vita al boxing club San Giuliano Terme».
I primi tempi sono stati difficili?
«Devo dire che ho fatto tutto piuttosto in fretta. A dicembre 2010 ho mosso i primi passi in palestra e ad aprile 2011 ho fatto il mio esordio nei dilettanti. Nel 2016 ero già professionista e nel 2019 ho combattuto per il titolo italiano».
Non è un caso se dopo l'incontro sono arrivati tanti messaggi dai tifosi del Pisa...
«Porto sempre sul ring la maglia Pisa non si piega e i miei pantaloncini hanno uno sfondo nerazzurro. Sono tifoso fin da ragazzino e ho seguito la squadra soprattutto fino alla promozione in B del 2016, poi gli impegni professionali hanno preso il sopravvento».
Anche perché nella vita di Nicola la fatica e il sudore non si consumano solo dentro la palestra.
«La mia famiglia è di origini tunisine. Io sono nato a Pisa visto che mio padre abitava qui già da diversi anni e oggi assieme a lui e a mia sorella gestiamo un ristorante in centro, la trattoria Il Borgo. Ho anche un fratello, Alessio, che attualmente lavora a Livorno».
Non c’è solo lo sport e il ristorante nella sua vita?
«Ho tanti interessi. Amo molto la musica, viaggiare e stare a contatto con la natura. Poi mi sono appassionato all’arte grazie soprattutto ad amici più esperti di me. Con la mia ragazza Ersiola abbiamo preso un cane, Klaus. Ma non c’entra niente con Klaus Berggreen, anche se in tanti pensano che sia per quel motivo».
Ora le toccherà andare dal sindaco Di Maio?
«Ormai è un rito porta fortuna, ma lo faccio volentieri. Speriamo di poter fare presto una bella riunione aperta al pubblico a San Giuliano o magari a Pisa». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
