Sicurezza
La salvezza già conquistata oscura un pessimo ricordo
PISA. È un motivo di sollievo non dover strappare al Brescia i punti necessari per la salvezza. La mente, almeno per i tifosi, sarebbe corsa alla stagione 2008/09, quando la sconfitta (in quel caso interna) con le rondinelle costò la retrocessione in C (e poi il fallimento) all'ultima giornata. Stavolta l'appuntamento è al penultimo turno.
Anche la permanenza in B è in parte un corso e ricorso storico: ancora una volta, come in occasione dell'indimenticabile promozione in A del 1968, il Pisa taglia un traguardo dopo un risultato negativo con il Venezia (allora non un pareggio subìto in extremis, ma addirittura una sconfitta), godendosi da spettatore i risultati altrui, anzi stavolta senza neppure attenderli, ma per il solo fatto che Pordenone e Cosenza, sfidandosi nel turno conclusivo, si strapperanno punti a vicenda. L'ultimo successo del Pisa a Brescia (un rotondo 4-1) risale alla stagione 1989/90, il secondo di due soli acuti in campionato (di cui il primo datato 1938) su 19 precedenti esterni, ben 12 dei quali chiusi con un passo falso.
Per il match odierno D'Angelo dovrà districarsi fra acciacchi e squalifiche, che hanno colpito i primi 5 marcatori rossocrociati. Con Caracciolo e Mazzitelli fermati dal giudice sportivo, l’ex di Brescia-Pisa, sarà Marsura. —
Massimo Berutto
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