Gioco
L’Empoli torna in Serie A e riabbraccia i suoi tifosi È qui la festa promozione
Cosenza annichilito dai tre tenori Mancuso, La Mantia (doppietta) e Bajrami Ora gli azzurri sono arbitri del destino di Monza, Lecce e Salernitana
La meravigliosa creatura ha compiuto il suo destino: tornare in Serie A, per la settima volta in 34 anni. Lo hanno scritto sulle magliette celebrative, “Meravigliosa crea7ura”, col sette al posto della t, i giocatori dell’Empoli usciti dal Castellani per andare a far festa coi tifosi subito dopo il 4-0 rifilato al Cosenza. Gianna Nannini stavolta non c’entra. La meravigliosa creatura è quella che hanno messo insieme il presidente Corsi, il ds Accardi e il tecnico Dionisi, una macchina quasi perfetta, che ieri non ha lasciato scampo ai lupi della Sila, per una volta trasformati in agnellini sacrificali.
Gioie e dolori di fine campionato, con l’Empoli che va in paradiso e i calabresi che vedono l’inferno (Ascoli a +6). Saranno altre due giornate di fuoco, col Monza che batte il Lecce e torna a contendere la promozione diretta ai salentini e alla Salernitana (ieri vincente di rigore al 96’ a Pordenone) e altre quattro squadre che si giocano l’ottavo posto, ultimo biglietto per i playoff. L’Empoli ora diventa arbitro della promozione dovendo giocare con Salernitana e Lecce. A Monza sperano che possa rendere il favore fatto agli azzurri dai brianzoli, che hanno affossato le due inseguitrici. Compito non facile per Dionisi, che nonostante i festeggiamenti tenterà di tenere sulla corda i suoi per onorare fino in fondo un campionato che lo ha visto dominatore.
La partita di ieri, temuta per il ricordo dell’1-5 di dieci mesi fa, in realtà non ha avuto quasi niente di drammatico. Poteva prendere una brutta piega dopo un quarto d’ora, quando l’arbitro Fourneau non ha fischiato un rigore apparso solare su Parisi lanciato in area e abbattuto, ma gli azzurri hanno avuto il merito di non innervosirsi e dopo un altro quarto d’ora si sono presi il rigore che mancava, quando Idda ha letteralmente calato calzoncini e mutande a La Mantia che lo aveva anticipato su un calcio d’angolo. Mancuso è stato freddo dal dischetto e ha fatto 20, record personale. Poi è iniziato lo show di La Mantia, che in precedenza aveva già visto la traversa respingere un suo colpo di testa. Il gigante buono ha deciso di interrompere il digiuno del gol proprio quando più serviva. Al 39’ si è fatto trovare al posto giusto nel momento giusto, correggendo in rete un tiro di Mancuso che è diventato un assist. E al 61’ ha anticipato il suo marcatore stampando il 3-0 che ha fatto iniziare la festa fuori dal Castellani, dove un centinaio di tifosi si erano radunati dalla parte del Bar Stadio e hanno fatto sentire i loro cori come se fossero in Maratona. Gli azzurri, ormai con la testa libera, hanno continuato a spingere senza pietà per gli avversari ormai allo sbando e al 64’ Nedim Bajrami ha fatto poker di testa, un’assoluta rarità per il macedone. Poi si è trattato solo di aspettare il triplice fischio, senza recupero, com’è giusto che accada in questi casi.
Altre volte ci sarebbe stata un’invasione di campo. Stavolta no, causa Covid, e così sono stati gli azzurri, dopo aver esultato, a correre verso la Maratona, hanno salito i gradoni e si sono presentati sul terrazzo davanti al piazzale dove li aspettava il loro popolo, quello che tra qualche mese riempirà di nuovo gli spalti per vedere lo spettacolo della Serie A. —
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