Gioco
Il Pisa nella tana del Pordenone con l’idea di regalarsi un sogno
Dopo aver scacciato i cattivi pensieri c’è la possibilità di riaccendere le speranze ma a Lignano Sabbiadoro è obbligatorio invertire il trend delle ultime trasferte
David Biuzzi
PISA. Non succede, ma se succede... No, non è la commedia romantica uscita nei cinema nel 2019, “Long shot” il titolo originale, diretto da Jonathan Levine. Il colpo lungo, anzi il colpo grosso in questo caso è quello che prepara, medita e insegue il Pisa. Che in sette giorni sette, da oggi a Lignano Sabbiadoro a sabato primo maggio a Frosinone, si gioca la possibilità di regalarsi e regalare (al popolo nerazzurro) un sogno. Non è scontato, non è neanche semplice, ma c’è. Il treno dei playoff, perché di questo si tratta, non è lontano anni luce e una volta scacciati i cattivi pensieri (rispediti al mittente insieme al Cosenza) perché non provarci?
A partire, ovviamente, da oggi pomeriggio. Perché la partita dietro l’angolo è sempre la più importante e la più difficile. Perché oggi il Pisa balla da solo, o meglio col solo Pordenone, e superare Cremonese e Brescia (per portarsi a ridosso di Reggina e Chievo, che il suo recupero lo giocherà martedì ma in casa della prima della classe) è possibile. I nerazzurri, però, dovranno indossare l’abito buono perché l’ostacolo da superare, la truppa di Domizzi, sembra ormai usciti dalla crisi innescata dal Covid (il successo sul Frosinone lo certifica) ed è un avversario compatto e tosto, oltre che tradizionalmente ostico.
Serve il Pisa vero, insomma. Quello che contro il Cosenza si è acceso dopo aver stappato la partita con capitan Gucher, mettendoci poi anche giocate e qualità. La versione dell’Arena, insomma, e non quella balbettante delle ultime trasferte (ko meritati con Pescara e Chievo).
In questo senso Luca D’Angelo, che torna in panchina dopo due partite seguite e sofferte (stile leone in gabbia) dalla tribuna, ha lavorato tutta la settimana. Portandosi dietro i soliti dubbi apparenti (nel senso che il tecnico sembra invece uno che ha sempre le idee ben chiare) su modulo e interpreti. Nel primo caso tutti gli indizi portano alla conferma del 4-3-1-2. Meno certezze sugli uomini, con Belli candidato a sostituire lo squalificato Birindelli, De Vitis che può rientrare in mezzo alla difesa (per Meroni o in mezzo, per Quaini) e Marconi forse destinato al ritorno dal 1’, magari in coppia con Vido che, col Cosenza, ha ribadito quanto sia stata pesante la sua assenza. Poi il solito ballottaggio a sinistra tra Beghetto e Lisi (che può giostrare anche a destra) e qualche possibile sorpresa. Come ad esempio Mastinu.
L’importante, però, sarà non sbagliare l’atteggiamento. La trasferta in Friuli, coperta ieri pomeriggio in aereo, può davvero diventare una sorta di prova tecnica di decollo. Insomma, non succede ma se succede... —
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