Sicurezza
«Le partite alle 14 garantiscono la regolarità»
La Lega B fa chiarezza dopo le proteste dei tifosi del Pisa: «Dispiace per la gente, ma l’orario serale era impossibile»
David Biuzzi
PISA. Non è stata la sollevazione popolare che, in poco più di un giorno, ha fatto rientrare l’annunciato progetto Superlega partorito dalle big (o presunte tali) del calcio europeo, ma anche il malcontento del popolo nerazzurro qualche effetto lo ha prodotto.
Quello che è esploso (forse meno fragorosamente ma non certo in maniera meno significativa) dopo che la Lega B ha certificato date e orari dlle ultime quattro giornate di campionato, coi nerazzurri di Luca D’Angelo (e il resto della compagnia) sempre impegnati alle 14 e quasi sempre in giornate lavorative. Non solo l’amara pillola degli stadi chiusi, insomma, ma ora anche l’impossibilità di seguire il Pisa anche alla radio o in tv. Un ulteriore schiaffo che non è andato giù e che ha prodotto una lunga serie di proteste via social che hanno “invaso” anche le bacheche delle pagine della stessa Lega B. Che, ora, spiega i motivi che hanno portato a questa decisione. «Sono stati i club – spiegano dalla sede milanese di via Rosellini – a chiedere una soluzione di questo tipo. Vista la necessità di programmare quattro impegni in dieci giorni, infatti, c’era la necessità di agevolare il rientro alla base delle formazioni impegnate in trasferta. Giocare in orario serale, o anche solo nel tardo pomeriggio, avrebbe comportato almeno una notte in più di permanenza nelle varie città e, di fatto, uno in meno per allenarsi in vista del successivo impegno».
Dunque una decisione dettata da motivi logistici. «Ci rammarichiamo con i tifosi – dicono ancora dalla Lega B – ma in questo momento la regolarità del campionato, in un periodo di emergenza e difficoltà per tutti, deve prevalere su ogni altra logica».
Il Pisa, ricordiamolo, dopo la sfida di sabato a Lignano Sabbiadoro col Pordenone giocherà sabato primo maggio in casa del Frosinone, martedì 4 maggio sul terreno amico contro il Venezia, venerdì 7 maggio nella tana del Brescia e, infine, la chiusura all’Arena con la Virtus Entella lunedì 10 maggio. Sempre con inizio alle 14. Altra notizia poco confortante, per i tifosi, è che la preannunciata riapertura degli stadi - almeno in zona gialla o arancione e limitatamente a una parte del pubblico (mille persone) - non dovrebbe avvenire a maggio (come era stato ventilato).
Il provvedimento, infatti, sembra destinato a slittare a giugno, cioè a giochi fatti (almeno in serie B) e a partire solo dai campionato europei. La stagione 2020/2021, dunque, terminerà coi cancelli degli stadi ancora chiusi e con un altro saluto del Pisa alla Nord vuota. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google