Attenzione
Gol, assist e gesti forti: Gucher non è mai banale
Trascina il gruppo e lo protegge, ora manca solo il rinnovo del contratto
Andrea Chiavacci
PISA. Correva l’anno 1992 quando il gruppo “meteora” degli “Aeroplani italiani” vinceva, a Sanremo, il premio della critica con la canzone “Zitti, zitti”. Robert Gucher aveva appena compiuto un anno e in quel momento pensava più a dire la sua prima parola che a chiedere il silenzio.
Sabato scorso, invece, il capitano del Pisa prima ha sbloccato la partita con il Cosenza che poteva diventare complicata e poi ha chiesto, con quel gesto ormai diventato virale, un po' di silenzio e rispetto per un gruppo che da tre anni sta facendo ottime cose. Un modo forte, ma efficacie per rispondere ad alcune critiche piovute via social. Quello che conta, però, è che è arrivato un gol fondamentale per la squadra e che al centrocampista mancava da un girone intero. Un punto esclamativo su una prestazione in cui l'austriaco ha messo lo zampino anche negli altri due gol nerazzurri. Il modo migliore per festeggiare il gettone numero 154 con la maglia del Pisa dopo aver stabilito di recente il record di presenze per un calciatore straniero in nerazzurro. Superando una leggenda inarrivabile per classe come il danese Klaus Berggreen.
Intanto con sei reti in campionato Gucher ha già stabilito il suo miglior score a livello realizzativo e i sette assist vincenti sono gli stessi della passata stagione. Numeri che certificano l'importanza del capitano ma che da soli non bastano a spiegare una stagione. Quando gira lui le cose funzionano, quando il 27 cala il ritmo e il numero delle giocate la squadra ne risente inevitabilmente. Anche a lui serve quella continuità per trascinare il Pisa al definitivo salto di qualità. Adesso c'è attesa per capire quando arriverà il rinnovo, visto che il contratto di Gucher scade il prossimo 30 giugno. Il calciatore, assistito dall'ex Nazionale austriaco Max Hagmayr, ha sempre detto di star bene a Pisa. La società in un passato non troppo remoto, anche se non era ancora arrivato il patron Alexander Knaster, ha fatto capire di voler far diventare Gucher l'uomo simbolo del club. Ora, però, si attende di trovare l'intesa definitiva e mettere nero su bianco.
C’è da aspettare ancora, insomma. Così come Gucher dovrà aspettare più del previsto per disputare una sfida speciale, quella contro la squadra che più di tutte ha segnato l'avventura italiana del giocatore, ovvero il Frosinone.
In Ciociaria in molti lo rimpiangono ancora dopo il mancato rinnovo del gennaio 2017. Per la gente dello Stirpe è ancora l'”austriciociaro” visto che ormai parlava benissimo in dialetto. Adesso però Gucher è un pisano a tutti gli effetti. E il primo maggio, nuova data dell’incontro, deve vendicare quel pareggio per 1-1 del 31 luglio scorso. Una serata costata i playoff (mentre il Frosinone, passata come ottava, si fermerà solo in finale con lo Spezia). Una partita sfortunata per il Pisa, palo all'ultimo istante di Masucci, e poco brillante per Gucher che è quasi sempre risultato sotto tono quando incontra i suoi ex compagni d’avventura. L'unica grande partita contro il Frosinone è stata quella del 6 agosto 2017, quando Gucher all'Arena conquistò subito i tifosi nerazzurri con le sue geometrie alla seconda presenza in nerazzurro. Applausi, nonostante la sconfitta per 1-0. Tra gli ex del primo maggio ci saranno anche Beghetto e Soddimo (e forse Masucci, che però al momento è infortunato) ma il più atteso è sempre Gucher. Lo scorso anno Robert a fine partita consegnò la sua maglia alla famiglia di un tifoso giallazzurro che conosceva bene ed era morto da pochi mesi. Un gesto che dimostra come il giocatore non sia banale dentro e fuori dal campo. Proprio come quel “rispettoso silenzio” chiesto per il suo Pisa dopo il gol al Cosenza. —
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