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Pisa

Alla ricerca della compattezza perduta D’Angelo sfoglia la margherita per il Pisa

David Biuzzi

Col Cosenza alle porte restano da decidere modulo e interpreti, prende quota la candidatura dell’equilibratore Quaini

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David Biuzzi

PISA. Il Cosenza bussa già alle porte e in casa Pisa, come al solito, i nodi da sciogliere non mancano. Certo Luca D’Angelo le idee le avrà già chiare - che poi è davvero la cosa che conta - ma decifrarle non è semplice. I dubbi riguardano sia il modulo che gli interpreti, ma la certezza è che i nerazzurri devono assolutamente ritrovare la compattezza perduta.

Verso il rombo

La squadra lunga, quasi spezzata in due vista lunedì sera nel primo tempo del match col Chievo, cioè, deve restare un ricordo. E così dopo aver iniziato le ultime due gare con il 3-5-2 stavolta il tecnico potrebbe tornare al rombo, al 4-3-1-2. È, comunque, una questione di interpretazione più che di numeri, visto che nella ripresa al Bentegodi le cose erano migliorate anche prima di cambiare modulo. Qualsiasi sia il sistema di gioco, in sostanza, il Pisa deve tornare a giocare in 30 metri. Difendendo e attaccando con più uomini possibili e senza lasciare terra di conquista al Cosenza. Che, classifica alla mano, di un pareggio all’Arena potrebbe anche farsene poco. Questo non significa dover lasciare il pallino in mano alla squadra di Occhiuzzi, ma almeno cercare di sfruttare il bisogno assoluto di punti degli ospiti.

Toto-Gucher

Se la scelta dovesse davvero cadere sul 4-3-1-2, poi, resterebbero i compiti da spartire, aspetto non secondario. Dopo la panchina di Verona, in questo senso, è probabile il ritorno tra i titolari di Robert Gucher, ma dove? Il capitano, infatti, può giocare in tutti i ruoli (da play a trequartista passando per interno) ma (purtroppo) non può farlo contemporaneamente. Dalla decisione sulla sua posizione, dunque, dipenderà molto.

L’equilibratore

Tra i candidati al posto da titolare, però, stavolta c’è da tenere in considerazione anche Alessandro Quaini. Nonostante la buona prova di Marin a Verona, infatti, il ragazzo di Cremona resta il vero equilibratore, soprattutto quando il Pisa “indossa” il 4-3-1-2. Non a caso era titolare a Monza, nel giorno della grande impresa, non a caso era titolare con la Spal, nel giorno dell’ultima affermazione.

Altri nodi

Per il resto c’è da sciogliere il dubbio sui terzini (dipenderà anche dal modulo, ma è ipotizzabile il ritorno di Beghetto a sinistra), sulla scelta del sostituto dello squalificato De Vitis al centro della retroguardia (Benedetti in vantaggio) e ovviamente la disposizione dell’attacco. Saranno comunque due, le punte. E tenendo il punto fermo Marconi, che riempe l’area avversarie come pochi, molto dipenderà anche dalla condizione di Vido. Con la carta Sibilli, discreto a Verona, da non trascurare.—

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