Gioco
Azzurri raggiunti due volte a Cremona ma l’Empoli ha ancora fame e grinta
Alla doppietta di Mancuso rispondono Terranova e Ciofani. Ora sono tutti a disposizione e il Covid sembra un ricordo
Dionisi ci aveva scherzato alla vigilia («Mi sa che stavolta un gol lo prendiamo») e il campo purtroppo gli ha dato ragione, ma il tecnico ha avuto le risposte che cercava dai suoi. La voglia, soprattutto. La testa, che d’ora in avanti conta quanto e più delle gambe. La fame. Si può anche non vincere, com’è accaduto ieri all’Empoli a Cremona, due volte avanti e due volte raggiunto dai grigiorossi, però senza grossi rimpianti e con la faccia di chi la prossima la vuole vincere.
Intanto arriva il ventiseiesimo risultato utile consecutivo e un altro passettino verso il “grande obbiettivo”, quella Serie A che ancora in società si fatica a pronunciare ma che è lì a nove punti, vale a dire la differenza tra i 72 (dove può arrivare la Salernitana vincendole tutte) e i 63 degli azzurri (a meno di non perdere 6-0 a Salerno...). Ne basterebbero meno ma l’Empoli ne farà di più se continuerà a giocare come gioca. Il Covid è stato superato senza pagare dazio. Se a Reggio Emilia si era notato un calo fisico nell’ultimo quarto d’ora, ieri sono stati i ragazzi di Dionisi a cercare di vincerla fino all’ultimo, dopo il 2-2 firmato al 79’ da quel volpone dell’area di rigore che risponde al nome di Daniel Ciofani, bravo a uccellare Casale e Brignoli trasformando in oro un cross di Baez in un’area affollatissima.
Prima però c’era stato tanto Empoli, con la doppietta di Mancuso (8’ e 65’) inframmezzata dal rigore di Terranova (Brignoli battuto dopo 422 minuti) per un fallo di Stulac sullo stesso Baez. E due chiamate dubbie dell’assistente a tarpare il decollo azzurro. La prima nel recupero del primo tempo quando Romagnoli, oggi dal primo minuto al posto di Nikolaou, ribatte in rete una respinta di Carnesecchi: il portiere mette la mano sulla palla e a termini di regolamento ci può stare ma siamo al limite. La seconda al primo minuto della ripresa, quando Stulac mette Mancuso davanti al portiere e la butta dentro: qui la bandierina poteva stare anche giù.
Ma in fondo sono particolari meno importanti di altre due scene. La prima accade al minuto 32, quando il tecnico di casa Pecchia si fa sentire da Sabelli mentre dice al suo Zortea “Vai che tanto questo sbaglia”. L’azzurro gli risponde per le rime e quel poco che aveva sbagliato fino a quel momento non lo sbaglia più. Tre minuti dopo è da rivedere la grinta di Haas che tenta di strappare il pallone dalle mani di Terranova a segno su rigore. Sono segnali che arrivano da un gruppo sempre più consapevole della propria forza e che ora vede il traguardo vicino.
Un gruppo che ha ritrovato il suo bomber ma in cui non c’è mai stato un solista. Ora sono tutti a disposizione e sta a Dionisi fare le sue scelte. Ne cambierà due o tre a partita dal primo minuto per tenere alti i giri del motore ora che si gioca ogni tre giorni. Ma insisterà su un concetto quasi scontato: fino al 7 maggio conta sempre più la testa dei muscoli o dei polmoni. A cominciare da sabato in casa col Brescia, un’altra pretendente ai playoff. Bell’obbiettivo, non si discute, ma quello degli azzurri è un po’ più grande. —
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