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Empoli, messaggio al campionato Gli azzurri sono più forti del Covid

Paolo Nencioni EMPOLI.
Empoli, messaggio al campionato Gli azzurri sono più forti del Covid

Con la Reggiana dominano ma soffrono nel finale: quarta vittoria consecutiva e tre punti che profumano di Serie A

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Messaggio al campionato: l’Empoli c’è, è più forte del Covid e riparte da dove si era interrotto, con una vittoria sofferta ma meritata sulla Reggiana. Tre punti pesantissimi, che nonostante Dionisi e la società continuino a parlare scaramanticamente di “grande obbiettivo” da raggiungere, profumano decisamente di Serie A. Lo dice la classifica, con la Salernitana terza ricacciata a otto punti (e con una partita in più) e lo dicono i numeri degli ultimi quattro incontri. Pare che nella sua storia recente l’Empoli non abbia mai vinto quattro partite di fila senza subire gol. Ci è riuscito ieri sera al termine di un incontro che è stato in bilico fino alla fine, con due parate decisive. La prima di Brignoli al 75’ su Rossi che dall’area piccola era convinto di calciare a porta vuota al termine di un mischione susseguente a calcio d’angolo e invece si è visto sbucare all’ultimo un fantasma che gli ha ricacciato il grido in gola. La seconda al 93’ di Mattia Viti, classe 2002, che ha bagnato il suo esordio in Serie B respingendo quasi sulla linea un tiro di Kargbo a Brignoli battuto. Sono anche questi segnali di un’annata dove, salvo la parentesi centrale degli errori arbitrali, sta andando tutto per il verso giusto.

E così gli azzurri hanno capitalizzato al massimo la zampata di Ryder Matos, partito titolare insieme a Olivieri, che all’11’ ha deciso l’incontro anticipando di un soffio il portiere Venturi su un tiro di Bajrami deviato da un difensore.

Oltre ai due attaccanti di scorta (che in realtà di scorta non sono se è vero che l’hanno già buttata dentro dieci volte), Dionisi ha proposto due novità in difesa rispetto alla formazione che si immaginava: Terzic per Parisi e Casale per Romagnoli. Per il resto scelte abbastanza obbligate e un piacevole ritorno, dall’87’, quello di Filippo Bandinelli, che non giocava dal 19 dicembre e potrà essere utile nel finale di campionato.

Il primo tempo ha detto che non ci doveva essere partita tra queste due squadre, soprattutto per il divario tecnico, come si era visto anche all’andata, ma partita c’è stata perché l’Empoli, unica nota stonata della serata, continua a sprecare troppo. Due volte con Zurkowski tra il 22’ e il 31’, poi con Stulac al 43’. E ancora con Olivieri al 71’.

Il risultato è che gli avversari, alla disperata ricerca di punti, sono venuti fuori alla distanza e non hanno pareggiato solo per quel miracolo di Brignoli e per il senso della posizione di Viti, gettato nella mischia all’87’ insieme a Ricci da un Dionisi che ha chiesto ai ragazzi: «Sapete tutto?». Sapevano tutto, ormai lo sa a memoria anche chi gioca meno.

Sembra dunque che gli 11 casi di Covid nel gruppo squadra, di cui ne sono rimasti quattro, non abbiano lasciato troppi strascichi. Questo era solo il primo passo di un tour de force che in meno di un mese vedrà gli azzurri scendere in campo otto volte. A Reggio Emilia è andata bene, ma contro Salernitana, Brescia o Chievo (quando e se si giocherà) servirà certamente più concretezza. —



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