La manifestazione
Tre volte dal dischetto e i conti non tornano
Il rapporto tra conclusioni verso la porta avversaria (667) e penalty assegnati a favore certifica che qualcosa non va
Massimo Berutto
PISA. Non si spengono le polemiche per il rigore, apparso netto, non concesso a Palombi e per quello assai dubbio, che ha consegnato al Lecce il gol-partita. Quello di Pasquetta non è certo il primo episodio contestato dai nerazzurri nel corso della stagione. Anche a Pescara, pochi giorni fa, Marsura e Marconi hanno reclamato invano una massima punizione di fronte a troppo vigorosi contrasti da parte degli avversari. Sono stati finora 3 i tiri dal dischetto dei rossocrociati (di cui uno fallito da Vido nel match dia Cosenza).
E i conti non tornano. Una considerazione forse banale, ma innegabile: idealmente il numero di rigori dovrebbe essere proporzionale alle volte che una squadra entra nell’area avversaria. Anche il numero di tiri in porta è legato agli ingressi negli ultimi 16 metri, malgrado ovviamente fra le conclusioni siano contate quelle dalla media e dalla lunga distanza. In ogni caso tiri e rigori hanno un'origine comune. Com'è dunque possibile che il Pisa, essendo la quarta squadra per numero di tentativi (finora 667, secondo una statistica del portale transfermarkt), abbia subìto solo 3 falli in area di rigore rivale? Se soltanto tre squadre hanno mirato il bersaglio più del Pisa (Empoli 724 volte, Lecce 678, Cremonese 673), è plausibile che appena quattro formazioni abbiano calciato meno dei nerazzurri dagli undici metri (Vicenza, Cremonese, Frosinone e Reggiana, a quota due)? Anche la Cremonese sembra avere motivi per lamentarsi. Il Lecce ha usufruito di undici penalty (per distacco più di tutte le contendenti) ma è anche la seconda quanto a conclusioni, sebbene a Pisa non abbia impegnato Gori. Stride, però, il fatto che l'Empoli, la prima quanto a “spari”, abbia goduto di circa la metà dei penalty salentini (cinque). Se la capolista azzurra può avere qualche credito da riscuotete, le ultime della classe hanno poco di cui lagnarsi: l'Entella è la formazione “meno pericolosa” del campionato (425 volte), ma sorprendentemente è terza quanto a rigori (ben sette), mentre il Pescara, terzultimo per tentativi di offesa (466), ha avuto cinque massime punizioni a favore.
Se il confronto fra tiri in porta e rigori a favore alimenta le recriminazioni, quello fra conclusioni e gol realizzati induce a pensare che, se il Pisa non è in zona playoff, la colpa non sia soltanto degli arbitri. Infatti i nerazzurri, a fronte della quarta produzione, vantano la tredicesima percentuale di realizzazione (6%), inferiore alla media del torneo (pari a 6.4%). E, bada caso, gli uomini di D'Angelo occupano più o meno lo stesso posto anche nella graduatoria dei punti (12°, malgrado con una gara in meno). Migliorare la rifinitura delle azioni è sicuramente un buon margine di miglioramento per compiere il sospirato salto di qualità. —
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