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Pisa, un solo obiettivo: rialzarsi subito anche se l’avversario è una super potenza

Antonio Scuglia
Pisa, un solo obiettivo: rialzarsi subito anche se l’avversario è una super potenza

Dopo il pesante ko di Pescara la squadra di D’Angelo deve cercare di rallentare la corsa del Lecce verso la A

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Antonio Scuglia

Pisa. Trasformare la delusione di Pescara in carica agonistica per la gara di domani con il lanciatissimo Lecce, una corazzata che proviene da 10 gare consecutive senza sconfitte e nelle ultime 5 ha ottenuto altrettante vittorie con una media di oltre tre gol a partita.

Per i bookmaker non è un’impresa impossibile: è vero che i salentini sono favoriti (quote intorno a 2.50) ma il segno 1 paga 2.90-3.00, quindi poco di più. Dopotutto all’andata i salentini venivano da nove risultati utili di fila ma al Via del Mare furono travolti da uno tsunami firmato Soddimo, Gucher e Sibilli.

Inutile quindi fasciarsi la testa, anche se il morale della truppa al ritorno dall’Abruzzo era sotto i tacchetti. Va dato atto al gruppo, D’Angelo in primis, di non aver cercato alibi.

Volendo ci si sarebbe potuti appigliare al rigore non visto dall’arbitro Pasqua già dopo 4 minuti: il direttore di gara, quando Scognamiglio è entrato a forbice in area su Marsura, troppo tardi ha realizzato che in quel momento la palla calciata dal nerazzurro era ancora in gioco. Ci fosse stato il Var, il rigore sarebbe stato visto e concesso, ma siccome in serie B non si vuole spendere soldi in tecnologia (salvo pagare, come ha fatto più di un club l’anno scorso, da 1 a di 5 milioni di euro ai procuratori) il Var ancora non c’è e arriverà solo con gli spareggi per la promozione e per la salvezza. Ad ogni modo, appigliarsi alle sviste arbitrali – per quanto marchiani possano essere – può andar se si è giocato bene, ma quando si offre una prestazione così deludente è molto più dignitoso tornare a casa riflettendo sui propri errori.

Domani, come dicevamo, si torna in campo: la squadra è tornata al lavoro ieri mattina a San Piero a Grado per effettuare la consueta seduta differenziata post gara.

I calciatori scesi in campo all’Adriatico hanno svolto prettamente un lavoro di scarico muscolare, gli altri hanno prima effettuato un riscaldamento aerobico e quindi hanno affrontato una serie di esercitazioni con il pallone. Di pausa pasquale non se ne parla neanche e la colomba avrà un sapore amaro per tutti. I nerazzurri torneranno in campo oggi pomeriggio per la rifinitura pre gara.

Contro il Lecce D’Angelo spera di recuperare Siega la cui mancanza a Pescara si è fatta molto sentire e Marin, che venerdì era appena tornato dagli Europei e al quale il tecnico ha preferito chi si era sempre allenato con gli altri in settimana; per il resto, non dovrebbero esserci problemi: De Vitis, uscito all’intervallo, dovrebbe farcela. In realtà, anche se aveva preso un colpo nel finale del primo tempo, la sua sostituzione è avvenuta anche perché era gravato da un cartellino giallo, oltre a soffrire la fisicità di Odgaard. Sull’altro versante, quello dei rientri, non possono non riempire di gioia sia quello di Sibilli che mancava da due mesi e mezzo, sia quelli di Vido e Caracciolo che hanno recuperato dal Covid. Con loro è in gruppo anche Meroni: passare da otto indisponibili a quattro è un bel colpo, tutto sommato. Solo che ora bisogna recuperare gamba e autostima, e l’avversario di domani è uno di quelli ai quali non si possono concedere vantaggi.

Intanto si complica la gestione del calendario dei recuperi. L’Empoli ha saltato causa Covid la gara esterna di venerdì scorso con la Cremonese e ha già chiesto il rinvio della partita di domani con il Chievo: probabile che si sobbarchi due turni infrasettimanali in più, il 13 e il 27 aprile. In quest’ultima data scenderà in campo, salvo sorprese, anche il Pisa, a Lignano Sabbiadoro contro il Pordenone.

In pratica si tratta delle due sole finestre possibili per consentire la disputa delle ultime due giornate con tutte le gare di ciascun turno in contemporanea. —

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