Sicurezza
Giocare i playoff? Per i nerazzurri è molto più facile che conquistarli
PISA. Probabilmente sarà più difficile afferrare i playoff che poi eventualmente ben figurare negli spareggi-promozione. Ecco la paradossale impressione tratta da un Pisa che continua a perdere con le ultime in classifica mentre spesso si fa valere contro le grandi. Un motivo in più per dimenticare in fretta la sconfitta di Pescara e affrontare con ottimismo il doppio scontro ravvicinato con formazioni di alta nobiltà, prima con il Lecce e poi a Verona con il Chievo. Ormai è chiaro che lo Sporting Club dà il meglio di sé al cospetto di squadre, anche tecnicamente attrezzate, che giocano e lasciano giocare, senza badare a nascondere qualche difetto che può essere sfruttato. Il problema sorge davanti alle piccole, spesso più motivate, che si chiudono e a loro volta lavorano sui punti deboli dei nerazzurri.
PISA IN TESTA-CODA
Lo stesso organico, che ha espugnato Lecce e Monza, è uscito battuto dai campi delle ultime due forze del campionato, prima a Chiavari (dove i nerazzurri sono stati eliminati anche dalla Coppa Italia) e venerdì scorso a Pescara (con una squadra che era già uscita indenne dall’Arena Garibaldi). Nel covo del Cosenza (quintultimo) gli uomini di D’Angelo hanno pareggiato nel finale. Tre delle ultime 4 sconfitte sono giunte con formazioni alle spalle del team rossocrociato (Cremonese compresa). L’ultimo passo falso ha fatto scivolare lo Sporting Club in 11ª posizione, quindi nella seconda pagina della graduatoria, anche se potenzialmente, supponendo di vincere nel recupero esterno con il Pordenone, il Pisa tornerebbe nono a due lunghezze dai playoff, grazie al ko del Cittadella a Vicenza.
SETTIMO CON LE GRANDI
Se collocassimo il Pisa in un girone ristretto alle 10 formazioni che lo precedono in graduatoria, Gucher e soci non sarebbero affatto il fanalino di coda del torneo, ma, considerando soltanto i risultati con e fra le prime 10 classificate, i nerazzurri salirebbero in settima piazza a pari punti con il Venezia (19), anche se i lagunari avrebbero una gara in meno all’attivo (15 invece di 16).
male CON LE PICCOLE
Al contrario, se considerassimo solo i risultati degli incontri fra i team dall’undicesimo posto del Pisa e della Reggina in giù, i rossocrociati non sarebbero la capolista di questo minicampionato, neppure in condivisione con la compagine calabrese. I ragazzi del presidente Corrado avrebbero invece solo due gradini di sicurezza, rispetto al quintultimo e quindi alla zona playout. Infatti con 21 punti (in 14 partite) sarebbero superati da Cremonese (28 in 14), Frosinone (25 in 15) e Reggina (24 in 14).
E GLI ALTRI?
In un campionato equilibrato come la B il Pisa comunque non è l’unica squadra a concedere punti alle pericolanti. Il Pescara, oltre ad aver superato i nerazzurri, ha piegato il Monza e per due volte il Cittadella, andato a sbattere, come lo Sporting Club, anche a Chiavari. L’Ascoli, che dal Pisa non ha avuto punti, ha sconfitto Lecce, Spal e Brescia (le tre neoretrocesse). La Reggiana, a cui Marconi e company hanno strappato 4 punti, fra le mura amiche ha prevalso su Monza, Venezia e Cittadella. Il Cosenza ha sconfitto il Chievo. —
Massimo Berutto
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