Pisa, tre passi indietro al rientro il Pescara ringrazia e va all’incasso
Una prestazione molto deludente: Marconi-gol, Gori limita i danni, l’unica gioia è il rientro di Sibilli e Vido
Antonio Scuglia
Purtroppo sembra una costante che ci portiamo dietro da un anno: ogni volta che il Pisa si avvicina alla zona playoff inevitabilmente si imborghesisce, regalando punti e vittorie pesanti a squadre meno forti ma più affamate. È successo anche ieri, a Pescara, contro un avversario che cercava una boccata di ossigeno per allontanare lo spettro della retrocessione diretta.
Eppure, non è che l’undici di Grassadonia abbia messo in campo chissà quale furore agonistico o giocate sopraffine. Si è limitato a non regalare troppi spazi, giocando a specchio col 4-3-1-2 del Pisa per quasi tutto il match tornado solo nel finale alla sua “naturale” difesa a tre. Ma ha avutola fortuna di trovare un Pisa svagato, appesantito da una lunga serie di errori grossolani e anche da una distribuzione dei ruoli che si è rivelata infelice.
D’Angelo infatti doveva fare a meno di Siega la cui trasferta è stata molto complicata anche dal punto di vista logistico, e non si è fidato della tenuta fisica di Marin, appena tornato dagli Europei, e di Caracciolo reduce dal Covid. Per cui si è dovuto inventare un centrocampo troppo esposto, con Gucher mediano e Marsura dietro le due punte, e ha rimesso in difesa De Vitis accanto a Benedetti. Solo che tutta la difesa si è lasciata terrorizzare dal centravanti avversario Odgaard, danese Under 21 arrivato due mesi fa in prestito da Sassuolo (fino a dicembre era al Lugano): un ragazzone biondo, bravo, alto e nordico, ma non è mica Haaland. Eppure ieri ha fatto quello che gli pareva, regalando oltretutto al “nemico nerazzurro” Galano l’1-0 dopo essere arrivato solo davanti a Gori grazie a uno scivolone di De Vitis.
Dopo un primo tempo da sbadigli, il Pisa ha cambiato ritmo ma non precisione con i cambi, ha fatto rivedere in campo Sibilli dopo due mesi e mezzo e Vido dopo il Covid (bentornati! Serviranno molto nel finale di stagione) e ha lasciato varchi invitanti ai contropiede. Gori ha salvato due volte la porta su Capone e Busellato, poi si è dovuto arrendere a Machin al 90’, non contrastato da nessuno al limite dell’area. Nel recupero, Marconi (fino allora evanescente come gli altri) ha provato con rabbia a riaprire i conti segnando su mischia dopo un corner di Beghetto, ma appena prima della fine Busellato ha concluso siglando il 3-1 un contropiede 4 contro 2. E così l’acqua dell’Adriatico corrode di nuovo il vascello nerazzurro, come l’anno scorso.
Non c’è tempo di leccarsi le ferite: lunedì all’Arena contro il Lecce, una corazzata lanciata verso la promozione in A, bisognerà rivedere il vero Pisa, non quello slavato di ieri. —
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