La protesta
Focolaio nel Pisa, cinque positivi al Covid: contagiati anche Caracciolo, Mastinu e Meroni
Si aggiungono a Luca Vido e Danilo Soddimo, già colpiti dal coronavirus e lontani dal gruppo da alcuni giorni
PISA. Si sperava di uscirne indenni o almeno di limitare i danni ai due giocatori risultati positivi al Covid nei giorni scorsi. Invece la pandemia ha colpito duro in casa nerazzurra: nei controlli effettuati tra domenica 7 marzo e martedì 9 marzo, altri tre giocatori sono risultati positivi al tampone.
La settimana scorsa era toccato a Luca Vido e poi a Danilo Soddimo; il resto della squadra, infortunati a parte, aveva potuto lavorare regolarmente in vista di Pisa-Reggina (sia pure con uno stato d’animo non sereno, come detto dal capitano Robert Gucher a fine gara). E da ieri all’elenco dei positivi si aggiungono Antonio Caracciolo, Giuseppe Mastinu e Andrea Meroni.
L’ultimo dei tre, contro la Reggina, era stato tenuto comunque a riposo insieme agli altri infortunati Loria, Varnier, Masucci e Sibilli, mentre Caracciolo e Mastinu avevano giocato: il primo da titolare (è stato uno dei migliori in campo) e l’altro nel finale.
Il gruppo squadra è da oltre una settimana nella “bolla” come da regolamento e ora si attende l’evoluzione della vicenda anche per capire se venerdì a Cittadella si giocherà oppure no. Nel girone di andata infatti il Pisa aveva dovuto rinviare due gare contro altrettante squadre che si erano giocate il “jolly” causa Covid, ovvero l’Ascoli e il Frosinone.
Secondo regolamento (Lega B, norme del 13 ottobre scorso, articolo 3.1) «qualora, nell’arco temporale intercorrente tra l’ultima gara disputata e le 48 ore antecedenti la gara successiva, risultino positivi al virus Sars-Cov-2 ovvero siano posti in isolamento per effetto di provvedimenti delle autorità statali e/o locali competenti, più di 8 calciatori dello stesso club, quest’ultimo ha diritto, previa istanza al presidente della Lega, al rinvio della prima gara utile nella quale sarà impegnato, che sarà riprogrammata in una data stabilita insindacabilmente dal presidente stesso».
Intanto, sia in partita che in allenamento nessuno si può avvicinare alla squadra. I ragazzi di Luca D’Angelo si stanno allenando nella “bolla”, come detto, e come avviene da tempo rigorosamente a porte chiuse.
Il gruppo squadra non deve avere alcun tipo di contatto con l’esterno. Una spola continua tra casa e campo di allenamento per prevenire ogni possibile contagio. Il Pisa sta rispettando alla lettera quanto richiesto dal protocollo medico della Federcalcio. All’ingresso, a San Piero, viene misurata la temperatura a ogni componente del gruppo squadra e si entra rigorosamente con la mascherina. Test sierologici ogni due settimane e tamponi molecolari praticamente tutti i giorni già dopo i due casi di positività riscontrati la settimana scorsa.
Gli allenamenti sono quelli consueti, ma i tanti controlli a cui staff e calciatori sono sottoposti rendono decisamente più complicata la settimana che precede la gara. Soprattutto quando ci sono tanti impegni ravvicinati come quelli che attendono i nerazzurri: venerdì 12 marzo si gioca a Cittadella (salvo rinvii) e tre giorni dopo arriva la Spal.
A San Piero intanto Varnier è tornato ad allenarsi; si è rivisto anche il terzo portiere Leonardo Loria, che aveva avuto un affaticamento muscolare venerdì 5 marzo. Ora bisogna stringere i denti per le prossime partite, visto che dopo la trasferta di Pordenone, sabato 20 marzo, ci sarà la sosta per gli impegni delle Nazionali che potrebbe consentire a D’Angelo di ritrovare qualche giocatore importante. E naturalmente sperare che il focolaio attuale non colpisca altri componenti del gruppo, ipotesi che al momento non è possibile escludere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
