Il Tirreno

Pisa

il processo per l’accusa di razzismo 

Per il centravanti del Pisa la vera partita è quella di oggi davanti al Tfn

A.C.
Per il centravanti del Pisa la vera partita è quella di oggi davanti al Tfn

1 MINUTI DI LETTURA





PISA. Ieri sera Michele Marconi è tornato al gol con la specialità della casa. Un colpo di testa a girare sul secondo palo per l’ottavo centro stagionale. Oggi però Marconi si gioca una partita molto più importante. L’attaccante del Pisa infatti, assistito dall’avvocato Alessio Piscini, attende la sentenza dei cinque giudici del Tribunale federale nazionale (Tfn) sul caso della presunta frase razzista rivolta a Joel Obi in Pisa-Chievo Verona 2-2 del 22 dicembre scorso.

Il centravanti del Pisa era stato deferito lo scorso 8 febbraio dal Procuratore Federale “Per aver utilizzato parole di contenuto discriminatorio e denigratorio per motivi di razza». Il giocatore ha sempre dichiarato di non aver mai rivolto nessun insulto razzista a Obi, come sostenuto dal Chievo Verona, e da quella sera tutto il Pisa si è schierato dalla parte del suo numero 31. Il Pisa punta sul fatto che l’arbitro era vicino all’azione e non ha sentito niente, così come l’assistente e il quarto uomo. Cosa rischia Marconi se sarà confermata l’accusa? Secondo quanto prevede l’articolo 28 del codice sportivo anche 10 giornate di squalifica o uno stop a tempo. L’entourage di Marconi confida nella piena assoluzione. — A.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore