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Marconi mercoledì al Tfn per le accuse di razzismo

A.Sc.
Marconi mercoledì al Tfn per le accuse di razzismo

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pisa. Oggi la partita casalinga con il Vicenza, martedì sera alle 19 quella esterna con l’Ascoli e mercoledì la “sfida” più importante per Michele Marconi, il centravanti del Pisa classe 1989, che dovrà difendersi “da remoto”, davanti ai cinque giudici del Tribunale federale nazionale della Figc dall’accusa di aver pronunciato una frase razzista («La rivolta degli schiavi») nei confronti del calciatore avversario Joel Chukmuwa Obi in occasione di Pisa-Chievo Verona, disputato il 22 dicembre 2020 .

Il Procuratore Federale lo ha deferito l’8 febbraio scorso al Tfn «per aver utilizzato parole di contenuto discriminatorio e denigratorio per motivi di razza», una grave accusa che se confermata potrebbe costargli 10 giornale di squalifica o uno stop a tempo, ancora più cospicua.

Marconi sarà assistito dall’avvocato Alessio Piscini, fiduciario dell’Assocalciatori, uno dei maggiori esperti italiani di diritto sportivo.

L’attaccante nerazzurro si difese così sulla Gazzetta dello Sport: «Sono sicuro soltanto di una cosa. Io non ho insultato nessuno, tantomeno utilizzando epiteti che possono venire definirsi “razzisti”». E ancora: «Non accetto di essere strumentalizzato, peraltro su un tema così delicato e importante come il razzismo che è una piaga che va estirpata dalla società e dagli stadi», poi non tornò più sull’argomento. La stessa posizione l’ha ribadita nell’interrogatorio davanti alla Procura federale.

E ora? Comunque vada, i suo caso farà scuola, perché a quanto risulta, a suo carico non ci sono né referti degli ufficiali di gara né audio o video benché la gara fosse a porte chiuse. Quindi i giudici del Tfn dovranno decidere se sono sufficienti per condannarlo le testimonianze della panchina del Chievo. — A.Sc.

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