Gioco
L’obiettivo di Marsura: voglio conquistare spazio
Andrea Chiavacci
PISA. Sabato Luca D’Angelo sfiderà il suo passato in un giorno non banale nella sua carriera da allenatore. Il 27 febbraio 2017 veniva infatti esonerato dal Bassano, squadra che in quel momento apparteneva alla famiglia Rosso, ora proprietaria del Vicenza. Renzo Rosso e il figlio Stefano nella primavera del 2018 decisero di portare il titolo sportivo del Bassano a Vicenza salvando così la storica società biancorossa. A Bassano del Grappa i Rosso, proprietari del marchio Diesel, avevano raccolto risultati importanti portando la squadra dall’Eccellenza fino a sfiorare la B. Ma la storia è finita male dalla prospettiva giallorossa. D’Angelo viene ingaggiato assieme al suo “gemello” Riccardo Taddei, ancora oggi suo vice al Pisa, nell’estate del 2016 dopo la buona stagione in Lega Pro alla Fidelis Andria.
Il Bassano vuole tentare l’assalto alla B dopo una finale playoff persa nel 2015 contro il Como ed un’eliminazione al primo turno la stagione seguente contro il Lecce. D’Angelo parte con il piede giusto. Nelle prime 13 giornate la squadra pratica un bel calcio ed è prima in classifica con 26 punti e una sola sconfitta. Tra i pilastri della squadra, oltre all’ex Pisa Nicola Bizzotto, che a stagione in corso perderà la fascia di capitano, ci sono due giocatori che D’Angelo porterà a Pisa: Mattia Minesso, trequartista determinante per la promozione in B del 2019, e Michael Fabbro, che giocherà una stagione tra i cadetti in nerazzurro prima di tornare al Chievo. All’improvviso però qualcosa s’inceppa verso la fine del girone d’andata. Il doppio ko in casa con Maceratese e Feralpisalò inizia a creare qualche crepa, ma la squadra resta comunque in zona playoff. Poi tanti infortuni e un gruppo che perde qualche certezza.
D’Angelo però dopo il 4-0 subìto a Gubbio ricompatta la squadra e tiene duro. Sei gare di fila senza sconfitte e 12 punti in cascina. L’infortunio della punta Francesco Grandolfo e un mercato di gennaio non entusiasmante complicano ulteriormente le cose. A febbraio la crisi diventa sempre più nera con tre sconfitte di fila con Santarcangelo (3-0 in trasferta, Modena 2-0 in casa e il clamoroso 6-0 di Pordenone nel posticipo del lunedì) che costano la panchina al tecnico pescarese. I Rosso la presero male anche per la figuraccia rimediata in diretta tv. D’Angelo viene esonerato da settimo in classifica con 46 punti.
Chi lo conosce bene dice che aveva creato un gioiellino e non meritava l’esonero. Il suo successore Bertotto non riuscirà a invertire la rotta chiudendo al nono posto prima di perdere al primo turno playoff per 2-0 con il Pordenone. D’Angelo a Caserta e Pisa si è preso le sue rivincite rispetto a quell’esonero. Ora cercherà di far vedere a chi non ha creduto in lui di essersi sbagliato. —
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