Gioco
«Arbitro da retrocedere» la furia di Renzo Rosso, patron del club veneto
PISA. Anche questa settimana non sono mancate le polemiche arbitrali. Stavolta tocca al Vicenza che sabato scenderà all’Arena con il dente avvelenato dopo il 2-2 con la Spal di sabato scorso, anche se i biancorossi sono stati bravi a rimontare due gol di svantaggio. Contestatissimo il rigore concesso alla Spal sul punteggio di 0-1 per un presunto tocco di mano di Padella e poi trasformato da Valoti. Il patron Renzo Rosso, cofondatore del prestigioso marchio di abbigliamento Diesel, ha criticato aspramente la direzione di gara da parte di Matteo Gariglio di Pinerolo. «L’arbitro? C’è poco da dire, speriamo lo retrocedano subito – ha detto il numero uno biancorosso –. Meritavamo la vittoria, per l’energia e la passione che diamo. Mai come stavolta il mister l’ho visto voglioso di portare a casa il risultato. Stiamo facendo bene. A volte i risultati non sono sempre giusti».
Ancora più duro il giudizio del presidente del Vicenza, e figlio del patron, Stefano Rosso: «È stato un arbitraggio senza senso, il rigore della Spal non c’era proprio. Quest’anno paghiamo più di quello che meritiamo. Ci faremo sentire per gli arbitraggi? Così certamente non va bene, di sicuro faremo le nostre telefonate». Dopo le lamentele della Salernitana e quelle dell’Empoli un altro avversario dei nerazzurri fa sentire la propria voce contro gli arbitri. Ma anche i nerazzurri hanno subìto diversi torti evidenti negli ultimi mesi in particolare contro Virtus Entella, Frosinone e Cremonese.
Sono stati cinque i giocatori biancorossi ammoniti nel corso della gara con la Spal e per il difensore Emanuele Padella si tratta del quarto giallo stagionale che lo manda in diffida dove raggiunge i vari Cinelli, Jallow, Longo, Meggiorini e Pasini, tutti a rischio squalifica al prossimo giallo.
Per quanto riguarda gli altri giocatori del Vicenza sanzionati si tratta della settima ammonizione per Beruatto, della terza per Giacomelli e Vandeputte e della seconda per Pontisso. —
A.C.
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