Sicurezza
«Nel derby l’arbitro non sarà condizionato»
Giovanni Corrado: i danni che abbiamo subìto finora non sono inferiori a quelli dell’Empoli, spero in una bella partita
Antonio Scuglia
PISA. Un Pisa in crescita, un derby difficilissimo alle porte, una Primavera che regala sorrisi, un futuro del calcio tutto da costruire: ne parliamo con il direttore generale nerazzurro Giovanni Corrado.
Corrado, a cosa bisognerà stare attenti sabato?
«A tutto. L’Empoli ha qualità e mentalità, in campo e come club. I risultati raggiunti costantemente negli anni sono sotto gli occhi di tutti, la squadra in questa stagione ha perso una sola volta, in una partita che è durata... due giorni, rinviata e conclusa dopo la sospensione per nebbia».
Bisognerà stare attenti anche all’arbitraggio? Gli azzurri si sono molto lamentati per le direzioni di gara sfavorevoli nelle ultime tre partite.
«Non crediamo di aver subìto danni inferiori, anche con errori grossolani. Semplicemente è un modo diverso di approcciarsi: sappiamo che è difficile arbitrare. A tutti piace far bene, non crediamo che manderanno qualcuno che si faccia condizionare. Spero in un bel derby, ben giocato e ben diretto».
A proposito, tutto il calcio italiano sembra festeggiare il nuovo corso dell’Associazione arbitri...
«Credo che il rinnovamento sia sempre un aspetto positivo. Spero vada avanti un progetto di maggiore comunicazione e trasparenza: gli arbitri possono sbagliare come tutti, sarebbero visti come più “umani” se anche loro potessero parlare e spiegare, se fossero rese pubbliche le pagelle e le valutazioni come succede per le squadre».
In questo periodo di elezioni calcistiche si torna a parlare di riforma dei campionati: qual è la sua opinione?
«Non è una mia priorità, ma come dirigente non posso fare a meno di notare che con così poche risorse a disposizione sarebbe necessario diminuire il numero dei club professionistici. Il calcio è un fenomeno sociale, ma le società devono essere virtuose, ci sono Paesi più ricchi e con molte meno squadre. L’ideale? Una serie A e una B a 18, e una C a 20».
E per i diritti tv?
«Anche qui bisogna avere coraggio: non puntare al ritorno economico immediato, ma al progresso dell’intero sistema e a un piano lungimirante».
Ha visto che Primavera? Terza vittoria di fila, 3-1 al Napoli...
«Sono molto contento per il risultato ed è ancora più importante il percorso umano e tecnico. L’obiettivo delle giovanili non è la vittoria, ma la crescita. La cosa che va guardata per prima è come giocano e come si comportano i ragazzi in campo e fuori».
E la prima squadra e i suoi obiettivi?
«Stiamo migliorando da tre anni, questo è un campionato sempre più difficile e sempre più importante e il gruppo continua ad avere una crescita come è sempre stato nei piani della società: man mano che andiamo avanti dobbiamo alzare l’asticella».
Nella passata stagione il Pisa è arrivato quasi ai playoff, svantaggiato solo per la classifica avulsa...
«L’output finale è il risultato, è chiaro che giochiamo ogni partita per vincere: così faremo sabato e così faremo nelle gare successive. I punti in più o in meno che conquistiamo sul campo, però, non devono far passare in secondo piano gli obiettivi a lungo termine, dei quali parlavamo anche in C: vogliamo seguire gli esempi virtuosi per continuare costantemente a crescere, non solo come squadra ma come società. È solo così che ci si garantisce un futuro». —
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