Gioco
La maledizione dei legni è alle spalle Palombi diventa l’arma in più del Pisa
In cinque minuti l’attaccante ha messo ko il Monza, facendo svoltare la sua stagione e forse quella della squadra
PISA. Dopo i tanti pali, la sfortuna, gli errori e qualche critica Simone Palombi si è preso la sua rivincita. E lo ha fatto nella serata più bella. I cinque minuti del Brianteo, dal 7’ al 12’, che potrebbero dare una svolta alla sua stagione e a quella del Pisa. Merito suo e anche di Luca D’Angelo che ha notato i suoi progressi e lo ha schierato titolare per la terza volta in sei giorni. Dopo la traversa in casa della Cremonese, dove si era anche guadagnato un fallo da rosso, non sanzionato, sull’uscita kamikaze del portiere Carnesecchi, e l’assist vincente per Marconi nella serata beffarda con la Salernitana.
Se il 7 e il 12 erano stati i numeri fatali sulla ruota di Cremona, i minuti delle reti di Valeri e Ciofani, diventano i numeri della felicità per Palombi, imbeccato due volte da Mazzitelli in velocità. Prima una finta sul portiere e un colpo sotto ad eludere il tentativo estremo di Bellusci, poi una lunga fuga conclusa con un tocco sul secondo palo. Tutto con il destro, il suo piede. Tutto sul filo del fuorigioco e ad alta velocità attaccando alla perfezione la profondità. E i gol potevano essere anche tre se non si mettevano di mezzo il portiere Di Gregorio e Bettella con un anticipo su un cross di Vido nel finale, sul quale il difensore biancorosso sfiorava l’autogol. Ma va bene così.
È stata la serata perfetta. Davanti a un attaccante del calibro di Mario Balotelli che al suo cospetto ha recitato un ruolo da comparsa nel film della partita. Una doppietta, quella di Palombi, che rompe un digiuno che durava dallo scorso 12 dicembre quando decise con un suo guizzo la sfida con il Pordenone. Due mesi esatti senza gol e con quattro pali nel mezzo. Tre soli gol ma che valgono sei punti.
Palombi si toglie dei sassolini dalle scarpe e ringrazia chi lo sostiene sempre: «Ogni volta che faccio gol lo dedico alla mia compagna, che mi sta vicino tutti i giorni, alla mia famiglia e agli amici». Una gioia da condividere ovviamente con la sorella Claudia che è una delle stelle della squadra femminile della Lazio, militante in serie B, che da poco tempo è stata affidata a una leggenda di questo sport come Carolina Morace. Claudia, 23 anni compiuti lo scorso 18 dicembre, che oltre a fare l’attaccante come il fratello, gestisce e lavora nei due ristoranti di famiglia a Tivoli. Durante il lockdown Claudia si allenava in videochat e la sera consegnava le pizze per il Mom, come mamma, dove lavorava già a condizioni normali facendo la spola quotidianamente con il campo di allenamento Maurizio Melli al Torrino. Claudia divide con Simone fin da piccola la passione e il tifo per la Lazio e oggi può dire di aver coronato un sogno. Giocare per la sua squadra del cuore, sogno realizzato anche dall’attuale numero 9 del Pisa che dopo aver fatto la trafila delle giovanili biancocelesti ha debuttato in Europa League e in serie A nel 2017.
Lanciato dal suo maestro Simone Inzaghi (il cui vice storico è l’ex nerazzurro Massimiliano Farris) nella gara pareggiata 0-0 all’Olimpico contro la Spal. Unica presenza in campionato. Claudia però rispetto al fratello ha indossato dal 2012 al 2017 la maglia giallorossa della Res Roma prima di vestirsi di biancoceleste. Una maglia biancoceleste che Simone, classe 1996, spera di tornare a vestire visto che è ancora di proprietà della Lazio fino al 2022.
E il suo procuratore è Andrea Manfredonia, marito dell’attrice Martina Stella, e figlio di Lionello ex centrocampista e simbolo della Lazio anni Settanta e Ottanta, prima di passare alla Juventus e alla Roma.
Tornando al Simone Palombi calciatore si può dire che D’Angelo sta cercando di valorizzare al massimo le caratteristiche tecniche e tattiche di un ragazzo che ha toccato anche la nazionale Under 21. Un attaccante che sa svariare su tutto il fronte d’attacco e sa adattarsi a più moduli. Due gli allenatori fondamentali nella sua carriera. Ovviamente Simone Inzaghi, che si rivedeva molto in lui, ma anche Fabio Liverani, altro ex laziale, con il quale Palombi ha fatto ottime cose nel 4-3-3.
Nel 2016-17 ha contribuito alla salvezza degli umbri in B, 5 reti nelle 12 partite finali con Liverani sugli 8 totali della stagione, poi nel 2018-2019 quando realizzò altri 8 gol nella cavalcata del Lecce verso la serie A dove ha saltato anche diverse partite per i problemi al polpaccio e alla caviglia. Liverani in quelle due esperienze è stato bravo ad esaltare le doti di Palombi davanti alla porta più di chiunque altro. Fermo restando che non stiamo parlando di un uomo d’area di rigore. —
Andrea Chiavacci
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