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Pisa

D’Angelo ci crede: «Siamo sotto stress ma la stanchezza non diventi un alibi»

Andrea Chiavacci
D’Angelo ci crede: «Siamo sotto stress ma la stanchezza non diventi un alibi»

Al tecnico non fa paura nemmeno la temperatura glaciale prevista stasera: «Vorrà dire che mi vestirò più pesante»

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pisa. Da una parte la rabbia per un risultato sfumato nel modo più beffardo, dall’altra lo stimolo di affrontare una delle squadre più forti di questo campionato. Luca D’Angelo da tifoso interista vive una sorta di derby contro i biancorossi di Berlusconi, Galliani, Boateng e Balotelli, che in allenamento ha cercato di mettere un pallone dentro una finestra dell'ufficio che si affaccia sul campo di allenamento di Monzello. Dieci anni fa quando i primi tre festeggiavano l’ultimo scudetto del Milan, con tanto di Moon walk da parte di Boateng alla festa scudetto, e Balotelli trascinava il Manchester City alla vittoria in Fa Cup, Luca D’Angelo vinceva i playoff di serie D con il Rimini. La prima promozione della carriera nella piazza dove è stato protagonista da calciatore in serie B. Ne ha fatta di strada il ragazzo di Pescara che adesso sfida una delle super potenze del campionato a testa alta con un Pisa che non teme il confronto. E anzi, spera presto di arrivare a certi livelli con il nuovo proprietario Alexander Knaster. Intanto, però c’è da pensare all’attuale torneo di B ed evitare brutte sorprese. Che il Monza non sia un avversario come altri lo testimonia il fatto che il prestigioso magazine inglese Four four two, nel suo ultimo numero, ha dedicato un ampio servizio alla squadra brianzola che insegue per la prima volta la serie A con Christian Brocchi in panchina, altro ex milanista, che nell'unico precedente con D'Angelo ha pareggiato per 1-1 nella gara d'andata.

D’Angelo ammette il valore degli avversari ma crede fortemente nei suoi ragazzi. «Il Monza è una squadra che oltre a tanti giocatori forti esprime un bel calcio – ha detto D’Angelo nel pre-gara –. Da parte nostra servirà una partita di grande intensità e di grande attenzione. Abbiamo tutte le possibilità per portare a casa punti preziosi».

Questa sera dovrebbero esserci tre gradi sotto zero. Ma la temperatura non spaventa D’Angelo. «Non credo che il freddo influirà sulle mie scelte. Al limite mi vestirò più pesante, ma non credo – sorride il tecnico nerazzurro che a volte è rimasto a maniche corte in panchina anche in pieno inverno –. Ho visto che il terreno del Brianteo è buono e ci sono le condizioni per giocare una partita di pallone ai massimi livelli».

La cosa che teme maggiormente D’Angelo sono le tante partite ravvicinate e avrebbe preferito un recupero più ampio per preparare una partita così importante come quella di stasera. Ma il tecnico sa che può contare su una rosa ampia e rinforzata dai quattro arrivi di gennaio: «La squadra sta bene dal punto di vista fisico, tecnico e tattico. Dal punto di vista mentale abbiamo accusato un po’ il pareggio con la Salernitana. Però abbiamo subito questa grande opportunità di rifarci. Sinceramente avremmo preferito avere qualche giorno in più per preparare la partita visto che settimana scorsa abbiamo messo nelle gambe anche 90 minuti del recupero con il Frosinone. Siamo un po’ sotto stress. Quello della stanchezza mentale però non deve diventare un alibi perché abbiamo tanti giocatori a disposizione per disputare una grande partita».

Il 2-2 con la Salernitana brucia ancora e D’Angelo è stato protagonista di una discussione con l’argentino Tiago Casasola che ha offeso il tecnico nerazzurro dopo aver segnato il gol del pareggio. «Mi sono un po’ alterato, lo stile non è stato dei migliori – ha precisato il tecnico nerazzurro prima di partire per la Brianza –. Non ho detto niente inizialmente a Casasola. Da uomo di campo per me sono cose che iniziano e finiscono lì. Non ho niente da dire a Casasola, anzi quando lo ritroverò lo saluterò senza nessun tipo di problema».

Il rammarico per non aver vinto con i granata però resta forte: «Abbiamo giocato un buon primo tempo e una grande ripresa. Meritavamo di più. In alcuni casi abbiamo commesso degli errori ma va rimarcata la prestazione positiva». —

Andrea Chiavacci

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