Toscana
Pisa-Salernitana, anche una minaccia dietro la quasi-rissa al termine della gara
Gli insulti di Casasola a D’Angelo (che stava protestando con il Quarto Uomo) all’origine dei momenti di tensione
Antonio Scuglia
Pisa. Immediata ripresa degli allenamenti per il Pisa che prosegue in questo cammino senza soste verso il prossimo avversario: appuntamento già domani sera (ore 21) in casa della corazzata Monza per l’anticipo della quarta giornata del girone di ritorno.
Pochissimo, ovviamente, il tempo a disposizione dei nerazzurri che già oggi raggiungeranno la Lombardia per iniziare il ritiro pre-gara. L’allenamento di ieri è stato differenziato per i calciatori scesi in campo contro la Salernitana e dopo il riscaldamento si è sviluppato con una breve parte tattica e quindi con una serie di partitelle a ranghi contrapposti che hanno preceduto una sessione di tiri in porta.
A Monza, dove sarà sicuramente necessario un po’ di turnover vista l’intensità della partita con la Salernitana, D’Angelo dovrà fare a meno di Marin per squalifica (somma di ammonizioni) ma dovrebbe recuperare in difesa Belli.
Intanto ha destato molta curiosità fra i tifosi la vicenda che ha visto protagonisti, alla fine della sfida con la Salernitana, gran parte dei giocatori e degli staff delle due squadre. Le immagini delle tv (Rai e Dazn) non hanno chiarito il motivo del nervosismo che ha fatto sfiorare un brutto parapiglia, ma da bordo campo e dalla tribuna naturalmente è stato possibile assistere all’intera scena e anche sentire un po’ di parole piuttosto antipatiche.
Appena dopo il gol del 2-2 segnato dall’argentino della Salernitana Thiago Casasola (classe 1995, per lui un passato anche nelle giovanili del Boca Juniors), il Pisa ha iniziato a protestare per un fallo in attacco, non rilevato dall’arbitro Prontera, di Djuric su Varnier. A parti invertite, forse sarebbe stata punizione per la difesa, ma tant’è. Mentre D’Angelo protestava con il Quarto Uomo Camplone, Casasola, che rientrava sulla fascia di competenza dopo aver festeggiato il gol, si è avvicinato alla panchina nerazzurra e ha zittito e apostrofato D’Angelo (il quale gli ha detto che non stava parlando con lui) come avrebbe fatto di lì a poco a Torino Andrea Agnelli con Conte. Secondo la panchina nerazzurra ci sarebbe stata anche una minaccia: fatto sta che Camplone ha richiamato l’arbitro, mentre Casasola veniva spinto via dallo staff del Pisa. Il cartellino più logico sarebbe stato il rosso - senza nessun beneficio per il Pisa, comunque: ormai la partita era virtualmente finita - ma Prontera ha estratto il giallo e pochi attimi dopo ha fischiato la fine. A quel punto D’Angelo è andato in direzione del giocatore avversario, rimproverato anche da altri nerazzurri fra i quali Marconi; gli stessi compagni dell’argentino hanno detto a Casasola di farla finita e rientrare negli spogliatoi. Ci sono state ancora un po’ di parole, fra altri componenti delle due squadre, ma poi la cosa è finita lì. Le parole di Casasola a D’Angelo sarebbero state sentite anche dall’ispettore della Procura federale che era lì, ma il fatto che il giocatore sia stato sanzionato (seppur troppo blandamente) dall’arbitro dovrebbe escludere ulteriori provvedimenti nei suoi confronti. —
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