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Pisa

Il Pisa prima domina, poi si butta via finale nervoso: sfiorato il parapiglia

Antonio Scuglia
Il Pisa prima domina, poi si butta via finale nervoso: sfiorato il parapiglia

Incredibile rimonta regalata dai nerazzurri ai campani, che erano stati letteralmente surclassati nella ripresa

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Antonio Scuglia

Pisa. Dopo una gara spigolosa e nel finale nervosissima, e le tante emozioni, mancava solo il lato comico. Quello lo ha regalato Thiago Matias Casasola, autore del 2-2, che ha detto a Dazn «Sono contento del pareggio, secondo me meritavamo qualcosa in più». Lo stesso Casasola, negli ultimi istanti di gioco, era andato davanti alla panchina del Pisa a insultare e provocare D’Angelo, circostanza che ha fatto quasi scoppiare un parapiglia generale in campo appena dopo il triplice fischio dell’arbitro.

La sfida di ieri con la corazzata Salernitana non nasceva sotto buoni auspici. Un po’ per la designazione (con Prontera 5 partite e altrettante sconfitte per il Pisa), un po’ per le mani messe avanti dal presidente dei granata Marco Mezzaroma, che aveva detto a Telecolore Salerno: «La classifica è abbastanza influenzata dalle cosiddette sviste arbitrali», ipotizzando che il suo club stia pagando il mancato appoggio a Balata. Ma l’arbitraggio è stato normale, a parte qualche ruvidezza verbale di troppo del signor Prontera nei confronti del Pisa. E la partita tutto sommato è stata corretta sin quasi alla fine.

Lascia purtroppo tanto amaro in bocca, questo sì. Perché dopo un primo tempo bloccato ed equilibrato (da una parte una bella fiammata di Gucher al quarto d’ora, dall’altra un contropiede sprecato da Tutino in chiusura), nella ripresa c’è stata una sola squadra in campo, il Pisa. Traversa quasi spezzata da Birindelli dopo 70 secondi (bravo Belec), stacco imperioso di Mazzitelli su corner di Gucher per l’1-0, clamoroso errore di Marconi dopo un retropassaggio avventato di Capezzi e riscatto del centravanti che scaraventava in rete un cross teso di Palombi.

Sembrava fatta. Ma l’errore di Beghetto, che controllando un pallone innocuo in difesa prendeva una zolla regalando palla a Tutino il 2-1, ha aperto le porte a un finale imprevedibile e dall’esito amaro. C’era fallo su Djuric su Varnier nella spizzata che ha propiziato il 2-2? Senza Var è difficile dirlo, e ormai non conta.

Fra i nerazzurri, osservato speciale Michele Marconi, appena deferito per la presunta frase razzista pronunciata contro Obi del Chievo. Entro un mese avremo la sentenza del Tribunale federale; dal giocatore non arrivano dichiarazioni in merito ma dal suo entourage filtra l’intenzione di portare avanti sino in fondo la tesi dell’innocenza, dunque senza nessun patteggiamento. Ieri ha giocato con rabbia e segnato un gran gol. La stessa rabbia servirà venerdì a Monza, dove ci aspetta una squadra costruita per dominare il campionato e che a gennaio si è ulteriormente rinforzata. —

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