Il Tirreno

Pisa

un avversario particolare 

La strana settimana del professor Bonocore

Massimo Berutto
La strana settimana del professor Bonocore

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PISA. Un pisano di Castelfranco tornerà da avversario all’Arena Garibaldi, a vent’anni dai successi ottenuti da profeta in patria nello staff nerazzurro di Francesco D’Arrigo, sfiorando la B in semifinale playoff con il Brescello. Giovanni Bonocore, preparatore atletico del Pisa dal 1998 al 2001, adesso è nello staff della Reggiana, dove si occupa di Neuromuscolar Analysis and Training.

Bonocore, la prima volta da avversario?

«È la prima occasione, visto che dopo l’esperienza a Pisa mi sono occupato prevalentemente della preparazione individuale, prima di Del Piero e poi di Pepito Rossi».

Qual è il suo indelebile ricordo dell’Arena? Vietato rispondere Pisa – Brescello...

«E perché dovrei rispondere Pisa – Brescello? Ci sono tanti bei ricordi. Il migliore non è legato ad una partita...».

E a cosa?

«Ricordo quando tornammo dopo l’ultima gara del campionato di C2 disputata a Vercelli. Arrivammo in un’Arena Garibaldi colma di gente. Il nostro pullman entrò sotto la Curva Sud, mentre Anna Oxa cantava “Tutti i brividi del mondo”. Si fermò la musica e salimmo sul palco, passando in un corridoio aperto fra una moltitudine di sedie. E arrivò Romeo Anconetani. Era la festa per i 90 anni del Pisa e noi contribuimmo portando la vittoria del campionato di C2. Indimenticabile inoltre la conquista della Coppa Italia, l’anno dopo, vincendo 3-0 in casa sull’Avellino. Ancora non c’erano le torce dei cellulari e la Curva Nord era illuminata dagli accendini».

Lei è pisano, quindi avrà ricordi di infanzia anche nelle vesti di tifoso.

«Partivo da casa alle 10 con un panino in mano, perché allora gli stadi aprivano molto presto. Prendevo il treno alla stazione di San Romano e da quella di Pisa raggiungevo a piedi lo stadio. Erano i tempi della serie A e di Berggreen, Kieft, Dunga, Simeone...».

Come si sente da avversario?

«Confesso che è stata una settimana emozionante. Ero concentrato sul lavoro, ma ogni giorno mi ripetevo “sabato sei a Pisa».

Purtroppo l’Arena non sarà rumorosa e festosa come nei suoi ricordi...

«Dispiace non rivivere l’atmosfera dell’Arena Garibaldi. Ricordo le ventimila persone dei derby con il Livorno. Il tifo era così assordante che dai bordi del campo avevamo difficoltà a comunicare con i giocatori».

Il Pisa è all’inizio di un cambiamento epocale...

«Ho appreso con piacere che è arrivata una nuova proprietà. Mi auguro che costruisca una struttura per gli allenamenti e un settore giovanile, come mai ci sono sono stati a Pisa».

Lei ha lavorato ad Empoli: cosa serve per costruire un grande settore giovanile?

«Servono idee. I giovani che si affacciano alle prime squadre dovrebbero avere una migliore preparazione atletica. Serve una academy che si occupi dei ragazzi nel quotidiano. Spesso sono trattati tutti allo stesso modo mentre ognuno ha la sua struttura. Bisogna alzare la testa verso il mondo e capire come lavorano le società all’avanguardia nel settore giovanile».

La vostra dirigenza ha sempre confermato la fiducia ad Alvini e ora ha rinforzato la rosa con elementi del calibro di Ardemagni e Laribi...

«Curiosamente presidente e direttore sportivo sono gli stessi del Brescello, che mi sconfisse da avversario quando ero nel Pisa. Hanno acquistato giocatori importanti, ma la squadra ha ancora bisogno di rodaggio perché viene dalla C. In B il tasso tecnico e l’intensità sono più elevati». –



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