Il Tirreno

Pisa

il futuro dei nerazzurri 

Pisa e Arena, vanno avanti i colloqui fra la società e Alexander Knaster

Antonio Scuglia
Uno dei rendering della nuova Arena
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Uno dei rendering della nuova Arena

Continua il silenzio assoluto dei protagonisti, ma arrivano sempre maggiori segnali che la trattativa è avviatissima

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PISA. Il matrimonio fra il Pisa e Alexander Knaster sembra avvicinarsi ogni giorno di più, anche se i diretti interessati (la famiglia Corrado in rappresentanza del club nerazzurro, l’entourage del magnate anglo-americano di origine russa dall’altra) hanno deciso di restare in assoluto silenzio, senza peraltro smentire in alcun modo la trattativa.

Nella sede di via Battisti nessuno si è ovviamente presentato per chiedere documenti e conti. Non ce n’è bisogno, ricordano peraltro fonti vicine al club, perché fin dallo sbarco di Magico Pisa Srl, che acquistò la società ormai agonizzante dai Petroni il 23 dicembre 2016, la certificazione dei bilanci è stata affidata alla Kpmg e quindi chi è interessato alle sorti del Pisa non è costretto a passare da una lunga e dolorosa due diligence. I conti sono in regola per quanto dolorosi (dal loro arrivo ad oggi, Ricci, Paletti e soci hanno speso non meno di 20-24 milioni, compresi gli 8 milioni di debiti da ripianare appena entrati) e quindi siamo davanti a una società “virtuosa”.

Le quote societarie, o meglio una parte cospicua di esse , insieme a una cointeressenza nel fondo londinese con cui da tempo tratta la Yard di Alessandro Pasquarelli per il progetto della nuova Arena, potrebbero quindi passare senza scossoni e in breve tempo a Knaster. Non è ancora chiaro se l’acquisto avverrebbe a titolo personale o tramite la società che creò nel 2005, Pamplona Capital Management, un’azienda che in quindici anni ha raccolto cinque fondi di private equity con un capitale totale impegnato di 11 miliardi di dollari (circa 9 miliardi di euro).

Nel maggio 2017, si legge sul sito ufficiale pamplonafunds.com, Pamplona ha lanciato il suo quinto fondo di private equity, Pamplona Capital Partners V, LP, con 3,2 miliardi di dollari di capitale impegnato. «I fondi - scrive il sito - sono gestiti da un team di professionisti, composto da più nazionalità, con una vasta esperienza nell'investimento in private equity. Investiamo capitali a lungo termine in società leader di mercato gestite da team di gestione eccezionali».

Le attività? «Abbiamo una strategia di investimento altamente flessibile in un'ampia gamma di classi di attività, mercati geografici e settori industriali, in situazioni di mercato sia pubblico che privato. Investiamo principalmente in Europa e Nord America».

Inoltre nell'ottobre 2015, Pamplona ha lanciato Pamplona Tmt I, Lp, un fondo dedicato con 1 miliardo di dollari di capitale impegnato, che effettuerà investimenti azionari in società di tecnologia, media e telecomunicazioni (Tmt). In buona sostanza, non abbiamo a che fare con un sottobosco di aziende che appaiono e scompaiono o di personaggi dal passato equivoco e dal presente sospetto, come spesso avviene nel calcio. Se Giuseppe e Giovanni Corrado si porteranno in casa Knaster, il Pisa e il progetto Arena potrebbero decollare. Resta da vedere, come accennato, quale sarebbe il ruolo ma soprattutto il peso del nuovo entrato: ovvero, chi cederebbe le quote oggi possedute e in quale percentuale. Al di là delle chiacchiere, dopo l’uscita di Calissi, né Ricci né Paletti hanno dato segnali di stanchezza o di voglia di mollare, per cui non è da escludere che le quote da vendere sarebbero proporzionali e nessuno uscirebbe dalla compagine societaria. 

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