Il Tirreno

Pisa

Calci d’angolo e punizioni 

Sui calci piazzati la squadra nerazzurra ha visto svanire almeno nove punti

Massimo Berutto
Sui calci piazzati la squadra nerazzurra ha visto svanire almeno nove punti

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PISA. Le palle inattive danno (qualcosa), le palle inattive tolgono (molto di più). Una voce spesso determinante nel bilancio di una partita sta penalizzando il cammino del Pisa, non fruttando vittorie e spesso vanificando situazioni di vantaggio. Sugli sviluppi di un corner il Pisa ha visto svanire in zona Cesarini una possibile affermazione a Venezia. Era accaduto anche nel debutto stagionale a Reggio Emilia, dopo che gli uomini di D’Angelo avevano ribaltato l'iniziale svantaggio. Nel 4-4 di Vicenza ben tre reti subite nate da palla inattiva, tante quante quelle realizzate dal Cittadella nel poker calato all’Arena Garibaldi, compresa la rimessa laterale che ha colto impreparata la fase difensiva nerazzurra, favorendo il vantaggio siglato da Gargiulo. La rimonta del Chievo è partita da un’incornata di Djordjevic imbeccato da angolo. In soldoni almeno 9 punti si sono smaterializzati, ovvero 4 vittorie al posto di altrettanti pareggi, oltre ad almeno un risultato di parità che sarebbe potuto arrivare dal confronto con il Cittadella. Escludiamo dal conto il rigore calciato dal team padovano (altrimenti sarebbero 4 su 4 gol i gol granata su palla inattiva) e la punizione trasformata dal cremonese Buonaiuto, perché si tratta sostanzialmente di sfide dirette tra tiratore e portiere, quindi di reti imputabili solo indirettamente alla fase difensiva, rea di aver commesso i falli da cui sono scaturite.

In realtà le palle ferme hanno fruttato anche qualcosa di buono. A Reggio Emilia il Pisa ha concretizzato con Caracciolo. Il gol di Vido è nato da un calcio franco di Perilli. Comunque questi sforzi hanno partorito solo un punto. Ininfluenti le prodezze di Masucci (per l’illusorio vantaggio ad Empoli) e di Marconi (a segno per la bandiera contro il Cittadella).

In occasione di tre vittorie svanite altrettanti stopper avversari hanno esultato volando fino in cielo: prima dell’austriaco Svoboda (castigatore dello Sporting Club a Venezia), avevano colpito il reggiano Martinelli e il vicentino Cappelletti, sfruttando il fisico, lo stacco aereo ed il tempismo. Nel Pisa solo Caracciolo ha finalizzato trasferendosi da un'area all’altra. Gli altri centrali difensivi, a differenza dell'anno passato, raramente hanno avuto chance per farsi notare in fase offensiva. Evidente la vulnerabilità del Pisa nella propria area sui cross da fermo e persino sulle rimesse laterali. Gli avversari troppe volte si sono infilati nei pertugi lasciati aperti fra le zone presidiate dai nerazzurri, elevandosi senza particolari ostacoli.

Forse eccessivamente semplicistica la soluzione di francobollare le torri rivali con marcature a uomo. Gli esperti riconoscono molti vantaggi ad uno schieramento a zona: minor rischio di commettere scorrettezze (le classiche trattenute), minore pericolosità di eventuali blocchi operati dagli offendenti, maggiore efficacia nel difendere su avversari più prestanti sfruttando una corretta lettura delle traiettorie. La zona però richiede maggiore concentrazione, un allenamento più specifico e un rapido ripiegamento collettivo. —

Massimo Berutto

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