Gioco
Lo Squalo contro Batman, di scena in Laguna l’appassionante sfida dei centravanti
Francesco Forte rivelò da giovanissimo il suo talento in maglia nerazzurra, Michele Marconi oggi è una certezza
Andrea Chiavacci
PISA. Da una parte c’è chi torna in Laguna per ritrovare la via del gol smarrita da sette giornate, dall’altra chi ritrova la squadra che lo ha lanciato nel calcio che conta dall’alto del secondo posto nella classifica cannonieri. Venezia-Pisa potrebbe dar vita a un duello tra due bomber di razza, entrambi ex di turno, sempre spettacolari in area di rigore. Michele Marconi e Francesco Forte sono decisamente i protagonisti più attesi di una partita che riporta alla mente l’epopea di due grandi Repubbliche marinare. Per il momento Forte vince 9 a 4, i gol segnati finora, ma i numeri come sempre non dicono tutto.
La passata stagione Forte realizzò 17 gol e Marconi 15, ma la sua Juve Stabia è retrocessa in C mentre il Pisa ha sfiorato i playoff. Due giocatori simili per fisico (Forte è alto 1,87, un centimetro in più di Marconi) e per caratteristiche tecniche.
Ma la differenza nel calcio la fanno le motivazioni. Marconi vuole iniziare con il piede giusto il 2021 dopo un anno solare iniziato con le scorie di un brutto infortunio e concluso con un digiuno lungo sette partite.
Un anno condito da tante voci di mercato a fine estate, da qualche panchina di troppo e dal presunto epiteto razzista rivolto a Obi durante Pisa-Chievo. Accuse respinte con forza dal 31enne centravanti di Follonica che potrebbe firmare a breve il rinnovo con il Pisa, il contratto scade il prossimo 30 giugno, e ha bisogno di una scintilla per tornare ad essere quel terminale offensivo che abbiamo conosciuto in questi tre anni davvero esaltanti. Non si segnano per caso 34 gol in 81 partite. Reti e giocate che ne fanno uno degli uomini copertina della rinascita nerazzurra.
A Venezia invece Marconi non ha lasciato ricordi indelebili nella stagione 2012-13 in Lega Pro seconda divisione, la vecchia C2, conquistando la promozione in Prima divisione con il contributo di un gol in 16 partite. Una rete segnata giocando da ala destra nel vittorioso 2-1 sul campo della Pro Patria. Quella di Venezia però è una tappa del destino per la carriera di Marconi, visto che nell’estate del 2013 passerà all’Alessandria allenata da Luca D’Angelo. Il suo attuale allenatore ha sempre spronato Marconi sostenendo che per i mezzi a disposizione poteva raccogliere molte più presenze in A. Per Marconi sette apparizioni nella massima serie con un gol, quando non era ancora ventenne, con la maglia dell’Atalanta. Marconi proprio con D’Angelo offre il meglio di sé e domani potrebbe tornare titolare dal primo minuto.
Diversa la storia di Francesco Forte, anche se i due bomber hanno in comune una grande confidenza con la gavetta. Se Marconi è Batman, anche se non ama troppo quel soprannome, Forte è Lo Squalo. Un soprannome che gli aveva dato un telecronista quando giocava nella Primavera dell’Inter allenata da Andrea Stramaccioni, romano e romanista come Forte, perché gli ricordava Alvaro Negredo, ex Manchester City, ora al Cadice in Spagna. Detto appunto El Tiburon, ovvero Lo Squalo.
Ma va fatto un passo indietro. Forte nel 2010 viene scoperto dal Pisa di Carlo Battini quando gioca nei dilettanti del Tor Tre Teste. Una valanga di gol nella Berretti, l’esordio in prima squadra e poi un brutto infortunio prima di passare all’Inter. Nel 2013-14 il ritorno a Pisa in serie C con 25 presenze e 4 reti. Le strade di Forte e del Pisa si separano definitivamente e poi l’attaccante punirà i nerazzurri un anno dopo con la maglia della Lucchese. Ma il meglio Forte lo sta dando da quando è tornato in Italia dopo un lungo girovagare concluso con l’esperienza con i belgi del Waasland-Beveren. Prima Castellammare e poi Venezia. Forte incide sul 50% dei gol della squadra di Paolo Zanetti con 9 reti e un assist vincente. Con due così in campo le emozioni non mancheranno. —
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