Gioco
Morsi e ri...morsi storici: Barasso (Livorno) squalificato dopo lo scontro con Crescenzi
Ai tifosi del Pisa è tornato in mente il famoso episodio avvenuto nel 1988 fra Cuoghi e Toninho Cerezo
Antonio Scuglia
PISA. Suarez contro Chiellini, Tyson contro Holyfield (ma sul ring), ora Barasso contro Crescenzi. E un (ex) nerazzurro morso ai tifosi del Pisa non può non ricordare lo storico episodio che vide coinvolti Cuoghi e Toninho Cerezo.
La partita è Como-Livorno 1-0, serie C girone A. Il caos a fine partita, la rabbia per la sconfitta, anche un po’ di nervosismo per i problemi societari che si trascinano da mesi. A Como il preparatore dei portieri del Livorno, l’ex numero uno Nicola Barasso, ha perso il controllo e nel parapiglia finale ha dato un morso alla guancia di Luca Crescenzi, il capitano dei lariani, difensore centrale con un passato anche nel Pisa. A distanza di qualche giorno Barasso, punito dal giudice sportivo con quattro giornate di squalifica e una multa da 500 euro, chiede scusa a tutti attraverso un post sul suo profilo Instagram. «Chiedo scusa soprattutto a te, capitano Luca Crescenzi. Niente giustifica il mio gesto, purtroppo l’ardore agonistico a volte prende il sopravvento».
E al pensiero di questo episodio, sulla guancia (non morsa) di qualche tifoso pisano può affiorare la lacrimuccia per il ricordo di un episodio che la cronaca ricorda fastidioso e riprovevole, ma che gli anni hanno reso quasi romantico della sua giovinezza. È il 23 ottobre 1988, il Pisa di Bolchi affronta all’Arena la Sampdoria di Boskov e delle stelle Vialli e Mancini. Nerazzurri avanti all’11’ con il giovanissimo Brandani, al 90’ pareggeranno i blucerchiati su rigore con Vialli. Ma la partita diventa “storica” al 33’ quando Cerezo in attacco viene affrontato rudemente da Stefano Cuoghi in tackle scivolato. I due terminano e terra e lì succede qualcosa, ne nasce un parapiglia. L’arbitro Lanese di Messina li espelle entrambi, loro provano a venire nuovamente alle mani sulla scaletta del sottopassaggio ma vengono tenuti a distanza: Cuoghi prenderà tre giornate di squalifica, Cerezo due . E si dirà e si penserà per anni che il nostro giocatore abbia morso il doriano al polpaccio. Nelle motivazioni del giudice sportivo non si parla esplicitamente di morsi, ma si attribuisce a Cuoghi un «atto di violenza nei confronti di un avversario, a gioco fermo». Cerezo è stato ritenuto responsabile di fallo di reazione.
Tempo dopo a Tuttomercatoweb commentando un episodio che ha coinvolto Luis Suarez, reo di aver morsicato il difensore del Chelsea Branislav Ivanovic (Suarez è un po’ recidivo negli accenni di cannibalismo), viene stuzzicato sulla vicenda del 1988 e dirà: «È una storia di cui non voglio più parlare, in ogni caso, ribadisco da anni, non ci fu nessun morso, anche se poi i giornali amplificarono la situazione».
Cuoghi, giocatore e poi mister che Pisa ama e amerà per sempre, ci perdonerà: prendiamo atto della sua precisazione ma speriamo che sia falsa, se non altro per continuare a ricordare quell’episodio come un momento epico (ancorché sbagliato) del calcio che fu e non una banale doppia espulsione «per reciproche scorrettezze». —
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