Toscana
Il Pisa colpisce due volte, resta in dieci e viene raggiunto al 90’ dal Chievo
Gara nervosa e piena di polemiche, non basta ai nerazzurri il doppio vantaggio siglato da Gucher e Mazzitelli
Antonio Scuglia
Pisa. Cinque incroci in tutta la loro storia, cinque pareggi, questo al termine di un’infinita serie di spigolosità e polemiche, e con una probabile coda per la presunta offesa di Marconi a Obi nel finale del primo tempo.
Pisa-Chievo di ieri ha allungato dunque la lista dei segni X, ma con tantissimo rammarico per i nerazzurri anche se all’inizio non era sicuramente un risultato da buttare. Sopra di due gol a un quarto d’ora dalla fine, la squadra di D’Angelo sembrava a un passo dal trionfo, ma Aglietti ha indovinato i cambi, e i due cartellini gialli beccati da Siega nell’arco di 5 minuti hanno dato modo agli ospiti di far partire l’assalto all’arma bianca che proprio al 90’ ha regalato loro il 2-2.
Peccato, perché per tre quarti di gara il Pisa, pur senza brillare, aveva meritato il vantaggio: in campo vedevamo un’onestissima e gradevole orchestra contro undici solisti di pregio ma male assortiti. Il superiore tasso tecnico della formazione ospite le permetteva infatti di avere quasi sempre in mano il pallino del gioco (basti pensare alla collezione di calci d’angolo) ma non di concretizzare quello che creava con il suo 4-4-2. L’unica vera occasione infatti il Chievo l’aveva costruita con l’involontaria complicità del guardalinee Colarossi di Roma al 39’: un bello scambio verticale De Luca-Viviani aveva messo l’ex nazionale Giaccherini a tu per tu con Perilli, ma partendo da una nettissima (per quanto non rilevata) posizione di fuorigioco. Il portiere in uscita gli aveva chiuso più che poteva lo specchio e il destro di Giaccherini, praticamente dal dischetto del rigore, era terminato fuori di poco.
Molto più umile e concreto il Pisa, partito con il 4-3-1-2 e Gucher trequartista (il capitano aveva già messo a segno 3 gol e 4 assist: molto meglio poter usare le sua capacità balistiche che costringerlo a inseguire gli avversari), passato a specchio con gli avversari intorno alla mezzora e poi al 3-5-2 nella ripresa.
La squadra nerazzurra era carica a mille. I tifosi l’avevano idealmente accompagnata allo stadio dove non era consentito entrare: i fumogeni sui lungarni al passaggio del pullman, i cori fuori dall’Arena davano quasi l’impressione di una partita casalinga “vera”. E forse questo l’ha aiutata a lungo a resistere sia alla stanchezza fisica sia agli assalti degli avversari.
È stato Gucher, dopo aver preso la mira al 3’, a sbloccare il match. Tutto è nato da un cambio di gioco di Lisi verso Birindelli, sui cui sviluppi il terzino destro ha messo la palla verso l’area: dal limite Masucci ha intercettato e girato a destra verso Marconi, il cui esterno destro ha preso un effetto imprendibile per Semper verso il palo lontano. E allo scadere Masucci, su una punizione di Gucher, ha potuto incornare dalla breve distanza ma sbagliando la mira. Nella ripresa il Chievo si è gettato in avanti ma al 4’ il Pisa ha raddoppiato: capolavoro balistico di Mazzitelli e palla all’incrocio dopo il velo di Gucher, che era stato servito da Masucci bravo a rubare palla a Giaccherini in attacco.
Ma gli avversari hanno aumentato la pressione e i cambi di Aglietti sono stati letali. Al 32’ il Chievo ha riaperto la gara su uno dei tanti calci d’angolo, con tre nuovi entrati: batte Ciciretti da destra, prolunga l’ex pisano Fabbro e deposita in rete di testa Djordjevic.
Al 36’ poi il Pisa è rimasto in dieci per il secondo giallo a Siega, ammonito pochi minuti prima, per un fallo a centrocampo. E al 45’ un gran sinistro a effetto di Ciciretti, servito da sinistra da D’Amico, non ha lasciato scampo a Perilli. Peccato. Ma ora c’è da mettere il punto in banca, rimboccarsi le maniche e pensare alla trasferta di domenica a Cosenza. —
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