Toscana
"Una frase razzista contro Obi": il Chievo accusa Marconi. I nerazzurri: "Non è vero niente"
Battaglia a suon di comunicati stampa dei due club dopo i continui battibecchi tra le panchine
PISA. Il match tra Pisa e Chievo Verona, dopo i continui battibecchi tra le panchine, ha una coda polemica per una presunta frase rivolta da parte di Michele Marconi al centrocampista del Chievo Verona Joel Obi. Passa così quasi in secondo piano una partita ricca di emozioni. La società scaligera subito dopo il novantesimo ha pubblicato una nota ufficiale sul proprio sito: «In seguito alla frase razzista "la rivolta degli schiavi" pronunciata dal giocatore del Pisa Michele Marconi al centrocampista Joel Obi durante il primo tempo della partita Pisa-ChievoVerona, la società esprime la massima solidarietà verso il suo giocatore, oggetto di una infamante e squallida frase, che nulla ha a che fare con i più elementari e basilari valori di sport, etica e rispetto». Il comunicato prosegue con il Chievo che «condanna e stigmatizza fermamente il comportamento razzista subito da Joel Obi e si rammarica perché ad una frase sentita dai più in campo non sia seguito alcun provvedimento disciplinare: né da parte dell’arbitro, né da parte dell’assistente e quarto uomo, né il procuratore federale. L’Ac ChievoVerona, da sempre convinta sostenitrice dei valori di etica, rispetto e fair play, continuerà a restare in prima linea nella lotta contro ogni forma di razzismo o violenza, dentro e fuori da qualsiasi campo di gioco».
Anche Emanuele Giaccherini ha parlato dell’episodio nato dopo un contrasto tra i due giocatori: «Non cerchiamo vantaggi, ma ci dissociamo da queste frasi razziste. Sono episodi che non dovrebbero accadere».
Non si fa attendere la replica del Pisa. Una risposta dura e decisa da parte della società nerazzurra che nega ogni accusa di razzismo nei confronti del suo giocatore: «Il Pisa Sporting Club prende le distanze da quanto riportato a mezzo comunicato stampa dalla società Chievo Verona. L’episodio incriminato non è stato rilevato dalla quaterna arbitrale, né dai responsabili di Lega e Figc presenti a bordo campo, né dai numerosi microfoni televisivi presenti a ridosso dei protagonisti. Il nostro tesserato, peraltro, ha confermato di non aver rivolto alcun epiteto offensivo al calciatore avversario, tantomeno a sfondo razziale».
La società poi sottolinea il proprio impegno nel sociale: «Il Pisa Sporting Club da sempre collabora a progetti di integrazione e di aiuto verso le fasce più deboli, sull’esempio tracciato dalla propria tifoseria conosciuta in tutta Italia anche per iniziative benefiche e di lotta verso il razzismo. Il Pisa Sporting Club, per tali motivi, non accetta lezioni di comportamento da nessuno, tantomeno da chi non si è certo distinto negli ultimi anni per i valori dell’etica, del fair play e del rispetto delle regole basilari dello sport».
Subito dopo, secondo quanto riporta l’Ansa, emerge da alcuni organi di informazione che la Procura federale della Figc ha già avviato gli accertamenti del caso con gli ispettori presenti. Il procuratore federale, Giuseppe Chiné, è in contatto con i suoi collaboratori per ricostruire la vicenda. Se saranno necessari approfondimenti, sarà immediatamente aperta un’indagine. Da quanto emerso in campo l’arbitro Alberto Santoro, il quarto uomo, il guardalinee e un delegato della procura federale e il bordocampista di Dazn non hanno sentito nessuna offesa. Ne sapremo di più nelle prossime ore
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
