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domani empoli-reggiana 

Il mister fucecchiese Max Alvini al Castellani da avversario vero

Marco Sabia

Su quel campo ha ammirato per molto tempo Sarri, ex “collega di gavetta” In qualità di allenatore finora era stato solo sparring partner degli azzurri 

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fucecchio. Su quel campo ha ammirato uno dei suoi “maestri”, colui col quale ha condiviso una lunghissima gavetta prima di raggiungere gli stadi del calcio che conta: certo, Maurizio Sarri ha vinto uno scudetto con la Juve e una Europa League col Chelsea, ma con Massimiliano “Max” Alvini ha in comune le dure stagioni del calcio di provincia, quando Maurizio lavorava in banca e Massimiliano si sbatteva come rappresentante di suole di cuoio.

Domani sera Massimiliano Alvini, 50enne fucecchiese, entrerà al Carlo Castellani di Empoli con la divisa sociale della Reggiana. Per lui è un debutto assoluto in gare ufficiali, perché sul manto erboso empolese era sceso solo per delle amichevoli.

Come quando, per un Empoli – Signa, Luciano Spalletti gli disse “Mi raccomando entra piano perché tu sei un po’ troppo massiccio”. Sembrano passati secoli da quando Max veniva al Castellani ad assistere agli allenamenti al sussidiario dell’Empoli di Maurizio Sarri, Mario Somma e Marco Giampaolo, per carpire i loro segreti. E sembrano passate delle ere geologiche da quando Alvini scappava da Fucecchio in pullman per andare a vedere il primo Empoli in Serie A e da quando allenava gli amici della Ferruzza, la squadra della sua frazione a Fucecchio.

Iniziò perché stuzzicato da quella idea, a seguito di un brutto infortunio. Ma la panchina era inevitabilmente nel suo destino, perché Max spesso il sabato sera preferiva chiudersi nella sua mansarda a leggere libri di tattica e storia calcistica invece di uscire a far baldoria. Insomma su Alvini si potrebbe “costruire” un libro i cui mattoni sono gli aneddoti del calcio di provincia.

Ma torniamo al binomio con l’ex azzurro Sarri: Alvini, nella sua tesi discussa a Coverciano per ottenere il patentino da allenatore professionista, ha immaginato di schierare la sua (allora) Albinoleffe contro il Napoli, proprio perché il Sarrismo lo affascina da sempre.

Sarri e Alvini sono (calcisticamente parlando) figli di nessuno, nel senso che si sono sobbarcati tutta la gavetta non potendo contare né su amicizie altolocate né su carriere prestigiose alle spalle. E se Sarri al momento è fuori dai giochi a seguito dell’esonero dalla Juve, Alvini potrà godersi una serata speciale, a due passi da casa sua e in uno stadio dove è cresciuto come allenatore (osservando Sarri e gli altri).

Ancora su Sarri: quando Alvini allenava il Tuttocuoio e Sarri l’Empoli, l’amichevole fra le due squadre era obbligatoria perché portava bene. Il mister fucecchiese arriva all’appuntamento con gli azzurri al timone della piccola ma agguerrita Reggiana: «Giocare a Empoli – sottolinea – è un grande orgoglio. Peccato soltanto per l’assenza del pubblico, visto che da Fucecchio e Ponte a Egola sarebbero venuti tanti amici. L’Empoli ha una rosa molto profonda, che mi piace e che lotta per qualcosa di importante, mentre noi sappiamo che dobbiamo conquistarci una salvezza. L’obiettivo di domani sera sarà scendere in campo dimostrandoci all’altezza dell’avversario».

Chissà se Max Alvini passerà la vigilia in mansarda a cercare di trovare le contromisure all’Empoli di mister Dionisi. –

Marco Sabia

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